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Succo di pompelmo interagisce con parecchi medicinali, il numero di possibili mix pericolosi è più alto di quanto si credesse

  Autore: Elena Meli

  venerdì 14 dicembre 2012 ore: 00:00:00 - letto [ 2579 ]

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Un innocente succo di pompelmo può nascondere insidie per la salute: si sa da tempo che questo frutto interagisce con parecchi medicinali, ora una ricerca pubblicata sul Canadian Medical Association Journal indica che il numero di possibili mix pericolosi è più alto di quanto si credesse.
David Bailey, coordinatore dello studio, spiega: «Molti farmaci che possono essere "disturbati" dal pompelmo sono prescritti spesso e per malattie anche gravi: nell'elenco figurano chemioterapici, antibiotici, immunosoppressori, statine, antipertensivi e moltissimi principi attivi che agiscono sul sistema cardiovascolare. Ci siamo accorti che fra il 2008 e il 2012 il numero di medicinali che possono dar luogo a interazioni con il succo di pompelmo sono passati da 17 a 43; l'aumento si spiega con l'arrivo in commercio di nuovi principi attivi e diverse formulazioni».

LE RESPONSABILI - I 43 farmaci in questione sono quelli che possono dare interazioni davvero pericolose (in totale i medicinali che possono provocare qualche problema, seppur minimo, sono oltre 85), con effetti che dipendono dal principio attivo e vanno dall'insufficienza renale o respiratoria al sanguinamento gastrointestinale, dalla tossicità su reni e midollo osseo fino alla morte improvvisa. Alla base di tutti i guai le furanocumarine, che si trovano nel pompelmo ma anche in altri agrumi come le arance amare usate nelle marmellate o il lime (nessun rischio invece con le arance classiche): questi composti infatti bloccano in modo irreversibile un enzima che si trova a livello gastrointestinale e serve a inattivare molti di farmaci. «I medicinali che interagiscono con il pompelmo sono quelli metabolizzati da questo enzima "sensibile" alle furanocumarine e somministrati per bocca. Se un paziente in trattamento con un medicinale simile beve succo di pompelmo va di fatto in "overdose" da farmaco, perché questo resta in circolo senza venire eliminato: il dosaggio dopo aver preso una pastiglia con il succo di pompelmo può essere anche cinque o dieci volte maggiore della stessa medicina inghiottita con un bicchiere d'acqua», osserva il ricercatore.

PRECAUZIONI - Purtroppo per rischiare conseguenze serie non serve bere litri di succo o farlo in contemporanea a quando si assume il farmaco, basta una dose relativamente modesta di pompelmo, come un bicchiere da 200 ml bevuto perfino diverse ore prima o un frutto intero; in più la probabilità aumenta se ogni giorno se ne beve un po', anche in quantità minima. «Con il farmaco per ridurre il colesterolo simvastatina, ad esempio, è sufficiente un bicchiere di succo una volta al giorno per tre giorni per vedere un incremento del 330% della concentrazione di farmaco nel sangue», dice la ricerca, che specifica come le interazioni siano un'evenienza tutt'altro che improbabile visto che il succo di pompelmo è bevuto da moltissime persone, in particolar modo fra gli over 45 che sono per giunta la fetta di popolazione a cui viene prescritto il maggior numero di farmaci. Inoltre, al crescere dell'età il pericolo aumenta perché l'organismo diventa sempre meno capace di tollerare concentrazioni eccessive di medicinali, qualunque essi siano.



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Fonte
http://www.corriere.it/salute/nutri...








 

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