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Grand Canyon, la formazione sarebbe iniziata circa 70 milioni di anni fa ed ha la stessa età dei dinosauri

  Autore: Simona Regina

  venerdì 14 dicembre 2012 ore: 00:00:00 - letto [ 3034 ]

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Quando una forma ancestrale del fiume Colorado ha iniziato a intagliare, come un coltello su una torta, strati di roccia scavando profondi e suggestivi canyon nel nord dell’Arizona, la Terra era ancora popolata dai dinosauri. Lo suggerisce una ricerca appena pubblicata su Science: la formazione del Grand Canyon sarebbe iniziata circa 70 milioni di anni fa. Ben prima, quindi, della datazione finora più accreditata, che fa risalire l’origine di uno dei più spettacolari esempi di erosione a soli 5-6 milioni di anni fa.

Il Grand Canyon

CANYON - Lungo circa 446 chilometri e profondo fino a 1600 metri, il Grand Canyon è un’enorme gola che raggiunge anche i 29 chilometri di larghezza. Una voragine incisa dall’azione del Colorado. Quando e come tutto questo sia cominciato, è oggetto di dibattito da oltre 150 anni. Se la teoria più popolare indica che il Grand Canyon abbia un’età di 5-6 milioni anni, uno studio pubblicato su Science nel 2008 stima che i fenomeni erosivi siano iniziati circa 17 milioni di anni fa. Secondo Rebecca Flowers, dell’Università del Colorado, e Kenneth Farley, del California Institute of Technology, invece, le acque del fiume hanno iniziato a scolpire la parte occidentale del Grand Canyon nell’ultimo periodo dell’era mesozoica, nel Cretaceo.

TERMOCRONOMETRO - Per calcolare l’età del Grand Canyon, i geologi hanno misurato l’accumulo di elio nell’apatite, un minerale di fosfato presente nelle rocce della parte inferiore della sezione occidentale del canyon. Questo metodo di datazione si basa sul decadimento radioattivo degli atomi di uranio e torio in atomi di elio, che viene trattenuto dai cristalli del minerale solo al di sotto una determinata temperatura. Maggiore è la concentrazione di elio, maggiore è dunque il tempo che il minerale ha trascorso al di sotto di questa temperatura: questo fornisce informazioni importanti sui processi geologici che hanno disegnato il paesaggio mozzafiato dell'altopiano del Colorado. Se la temperatura dei cristalli di apatite è superiore ai 70 °C l’elio diffonde e non si conserva. Ma se la roccia è più fredda, perché relativamente vicina alla superficie, l'elio si accumula. In pratica, l'elio del decadimento di uranio e torio nell’apatite è un termocronometro in grado di documentare il processo di incisione del canyon. La quantità di elio riflette infatti il tempo trascorso dal momento in cui è stata raggiunta la temperatura di raffreddamento e le rocce si raffreddano quando, per effetto dell’erosione, si avvicinano e poi affiorano in superficie.

STORIA - I ricercatori hanno anche studiato la distribuzione dell’elio all’interno dei cristalli, potendo così appurare la modalità con cui le rocce si sono raffreddate. «La storia termica registrata dall’apatite ci ha permesso così di dedurre che il Grand Canyon occidentale è stato scolpito, fino a poche centinaia di metri dalla profondità attuale, circa 70 milioni di anni fa, da un corso d'acqua ancestrale del fiume Colorado che scorreva in direzione opposta a quella attuale, verso est e non da nord-est a ovest» dichiara Rebecca Flowers. Fiume che nel Terziario avrebbe cambiato corso, per un sollevamento della crosta terrestre. «Da questo studio emerge una storia completamente diversa del Grand Canyon», commenta Maria Laura Balestrieri, ricercatrice all’Istituto di geoscienze e georisorse del Cnr. «I ricercatori americani hanno utilizzato un metodo sperimentale relativamente nuovo, noto come termocronometria 4He/³He, ideato dallo stesso Farley insieme a David Shuster del Berkeley Geochronology Center. Questo metodo di datazione smentisce, almeno per la parte occidentale del Grand Canyon, che l’incisione abbia avuto luogo solo negli ultimi 5-6 milioni di anni: ipotesi basata sull’età della prima comparsa dei detriti, provenienti dalla regione a monte del Grand Canyon, all’uscita del fiume dall’altipiano del Colorado».

PIÙ GIOVANE - Ma non tutti sono d’accordo con i risultati di questa ricerca. Secondo Karl Karlstrom, geologo dell’Università del New Mexico, l'idea che il Grand Canyon esistesse già durante l'era dei dinosauri è ridicola. E altri sostengono che questo studio ignora molte prove a favore di un paesaggio geologicamente giovane. Secondo gli autori, però, la storia del Grand Canyon è molto complessa e contempla la possibilità che i settori orientale e occidentale si siano evoluti in modo indipendente e solo più tardi fusi nella moderna configurazione. «Il nostro lavoro sostiene una dicotomia est-ovest nella storia dell’erosione. In ogni caso mi aspettavo che questi risultati avrebbero generato un coro di polemiche: spero, però, che stimoleranno ulteriori ricerche per risolvere questo mistero», conclude Rebecca Flowers



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Fonte
http://www.corriere.it/scienze_e_te...








 

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