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Per aiutare i ragazzi a dimagrire i genitori non dovrebbero parlare di peso

  Autore: Carla Favaro

  giovedì 13 dicembre 2012 ore: 00:00:00 - letto [ 2258 ]

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Se un adolescente è sovrappeso, cosa possono dire o fare i suoi genitori per essergli d'aiuto? A non saperlo, e a chiederselo, sono gli stessi ricercatori, che pure unanimemente riconoscono il fondamentale ruolo della famiglia quando si tratta del peso dei figli. Da qui l'idea di alcuni esperti dell'Università del Minnesota (Usa) di sentire su questo argomento il parere di qualche decina di genitori di adolescenti già alle prese con il problema. La conclusione cui sono giunti gli autori dello studio, appena pubblicato dal Journal of Nutrition Education and Behavior, è che per aiutare i ragazzi a dimagrire i genitori non dovrebbero proprio più parlare di peso.

STILE DI VITA - Questo argomento suscita infatti nei ragazzi emozioni negative quali tristezza o rabbia che non aiutano certo a risolvere il problema. Ma allora, che fare? «Questa è una delle domande che i genitori ci pongono più spesso» sottolinea Rita Tanas, pediatra endocrinologo, coordinatore del Gruppo di studio Obesità della Società italiana di endocrinologia e diabetologia pediatrica. «Anzi, delusi da svariati tentativi di mettere a dieta i figli, i genitori - prosegue Tanas - ci portano i figli proprio con questa richiesta: "glielo dica lei che è sovrappeso e deve fare la dieta, visto che non mi ascolta". Pensare di risolvere la questione così, con le imposizioni dietetiche, causa solo conflitti e sofferenze senza alcun risultato nel lungo periodo. Il primo passo verso il successo consiste invece nell'accettare il fatto che il sovrappeso del ragazzo è un problema comune, da affrontare insieme, in famiglia, evitando qualunque critica sul corpo e riducendo i sensi di colpa di tutti. Io dico ai genitori che il messaggio da dare ai figli è uno solo: "Sei bellissimo!". E quanto al "fare", suggerisco l’adozione di uno stile di vita più sano in generale che fa bene a tutti, anche ai magri».

SORRISO - «Il primo punto dal quale partire - continua Tanas -, come d’altronde affermano anche i genitori coinvolti nello studi, è l'attenzione all’ambiente domestico che deve essere reso più salutare, per esempio aumentando la disponibilità di alimenti e snack sani, come frutta e verdura; proponendo l'acqua al posto delle bibite; offrendo ai ragazzi alternative piacevoli alla sedentarietà». Un altro consiglio: essere sempre pronti ad incoraggiare i figli ed essere i primi a mettere in pratica, con il sorriso, ciò che si predica.



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fonte
http://www.corriere.it/salute/nutri...








 

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