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La testa fra le nuvole, potrebbe essere una questione di cervello

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  venerdì 7 dicembre 2012 ore: 00:00:00 - letto [ 2503 ]

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Un gruppo di ricercatori francesi ha individuato la cabina di regia, nella mente, che regola questa tendenza. Ci sono specifiche aree cerebrali che dirigono attenzione volontaria e involontaria. Il "disturbo" di alcune zone provoca difficoltà di orientamento e nel rispondere a stimoli, senza che ci se ne renda conto

LA TESTA fra le nuvole, difficoltà a concentrarsi, a valutare correttamente le situazioni di pericolo. La distrazione è sicuramente un tratto del carattere, ma forse c'è di più: potrebbe essere questione di cervello. E ora si sa dove si trova la cabina di regia di questa tendenza. L'attenzione volontaria, cosciente, come quella che serve ad evitare i pericoli possibili. E quella involontaria, come quella che permette di spostarsi rapidamente e guida i riflessi. Le aree cerebrali che dirigono queste capacità sono state identificate da un gruppo di ricercatori francesi, guidati da Paolo Bartolomeo, del Centro di ricerca dell'Istituto del cervello e del midollo spinale in uno studio pubblicato su Cerebral Cortex.

Nel corso dello studio un gruppo di volontari è stato sottoposto a test visuali ed è stata studiata la loro capacità di percezione dei diversi segnali, alcuni evidenti alcuni appena percepibili. I ricercatori hanno quindi osservato l'attività cerebrale dei volontari con la risonanza magnetica funzionale, che ha permesso di individuare le diverse aree cerebrali 'accese' quando si attiva la percezione dell'ambiente, indispensabile per avere coscienza e per valutare il da farsi o avere riflessi pronti. I risultati sono stati confermati su altri volontari che hanno ricevuto una stimolazione transcranica, tecnica che consiste nell'imprimere scariche elettromagnetiche leggere in zone mirate del cervello: l'obiettivo era disturbarne il funzionamento e osservarne le conseguenze.

Le scariche rilasciate in una zona del cervello (campo oculomotore frontale) portano ad una riduzione della capacità delle persone di percepire alcuni segnali. Questi individui non hanno problemi di vista, ma non hanno coscienza di ciò che si trova in una parte del loro campo visivo. Non possono orientarsi, né distinguere o rispondere a stimoli: possono quindi sbattere, senza rendersene conto in tempo, contro un palo sulla strada, per esempio. Ciò conferma - secondo i ricercatori - che si tratta di una zona importante per la connessione tra l'attenzione ai segnali e la coscienza che si ha dei segnali stessi. E i risultati dello studio - indicano gli autori - potrebbero aiutare a trattare i pazienti colpiti da negligenza spaziale, stimolando la rete neuronale implicata.



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Fonte
http://www.repubblica.it/scienze/20...








 

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