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L’alce risulta maggiormente spaventata dal comportamento e dalle attività dell'uomo piuttosto che dagli attacchi dei predatori naturali.

  Autore: n/a

  mercoledì 5 dicembre 2012 ore: 00:00:00 - letto [ 2758 ]

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Gli attacchi di predatori naturali mettono meno in allerta le alci rispetto alle attività invadenti
e di disturbo dell’uomo.

Le alci risultano maggiormente preoccupate dal comportamento e dalle attività degli esseri umani piuttosto che dagli attacchi dei predatori naturali. È il sorprendente risultato di un nuovo studio dell’Università dell’Alberta in Canada che ha dimostrato come gli attacchi di predatori, ad esempio orsi e volpi, mettano meno in allerta le alci rispetto alle attività invadenti e di disturbo dell’uomo. La ricerca coordinata dal biologo Simone Ciuti è stata descritta in un articolo pubblicato sulla rivista Plos One.

I ricercatori hanno monitorato le alci che vivono nell’Alberta Sud-Occidentale per dodici mesi. Lo studio ha coinvolto mandrie di alci composte principalmente da femmine e dalla loro prole e ha monitorato la loro reazione a elementi di disturbo come traffico automobilistico, vicinanza a strade rumorose, presenza degli esseri umani all’interno del Waterton National Park.

I risultati hanno dimostrato che lo stress del passaggio dei veicoli, ad esempio, impone alle alci di stare maggiormente allerta e attente. Uno stress che ricade sulle abitudini alimentari degli animali che finiscono per consumare meno cibo, per ridurre il proprio benessere generale e riprodursi con meno frequenza.



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Fonte
http://www.lastampa.it/2012/12/02/s...








 

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