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Un buco nero di massa e dimensioni straordinariamente grandi, da 17 miliardi di masse solari

  Autore: n/a

  giovedì 29 novembre 2012 ore: 00:00:00 - letto [ 2615 ]

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Situato a 220 milioni di anni luce da noi, ha una massa che costituisce il 14 per cento di quella totale della galassia che lo ospita, NGC 1277, una piccola galassia lenticolare nella costellazione di Perseo. Normalmente i buchi neri supermassicci rappresentano appena lo 0,1 per cento della massa della galassia ospite (red)

Un buco nero di massa e dimensioni straordinariamente grandi è stato individuato da un gruppo di astronomi del Max-Planck Institut per l'astronomia a Heidelberg, in Germania e dell'Università del Texas ad Austin, che lo descrivono in un articolo pubblicato su “Nature”.

Come gli altri buchi neri supermassicci, si trova al centro di una galassia – per la precisione la galassia NGC 1277, situata a 220 milioni di anni luce da noi, nella costellazione di Perseo – ma invece di costituire lo 0,1 per cento della massa galattica totale, come si osserva normalmente, con i suoi 17 miliardi di masse solari arriva a rappresentarne addirittura il 14 per cento (e il 59 per cento della massa del bulge centrale); quanto al suo diametro, è circa undici volte quello dell'orbita di Nettuno.

"Questa è una galassia davvero stravagante", ha detto Karl Gebhardt, che ha partecipato alla ricerca. "E' quasi completamente formata dal buco nero. Potrebbe essere il primo oggetto di una nuova classe di sistemi galassia-buco nero." Inoltre, i buchi neri più massicci sono stati osservati nelle galassie giganti ellittiche, ma questo è stato osservatp in una galassia lenticolare relativamente piccola.

E' la prima volta che si scopre una galassia che ospita un buco nero con un rapporto fra la sua massa e quella galattica così elevato; il record era di una piccola galassia chiamata NGC 4486B, il cui buco nero centrale arriva all'11 per cento della massa totale.

La nuova scoperta e il fatto che anche NGC 4486B e altre quattro galassie compatte ospitino buchi neri sovradimensioati, potrebbe aiutare a comprendere meglio i rapporti fra la formazione e lo sviluppo delle galassie e dei loro buchi neri e perché nelle galassie piccole e in quelle galassie molto massicce si sviluppino processi fisici differenti rispetto al modo in cui crescono i loro buchi: "Al momento ci sono tre meccanismi completamente diversi che potrebbero spiegare il legame tra la massa del buco nero e le proprietà della galassia che li ospita. Non abbiamo ancora capito quale di queste teorie sia la migliore", osserva Remco van den Bosch, primo firmatario dell'articolo.

La definizione della massa del buco nero di NGC 1277 – un'impresa sempre molto complessa – è stata possibile grazie a uno dei più grandi telescopi del mondo, lo Hobby-Eberly Telescope da 9,2 metri, alla cui progettazione hanno concorso l'Università del Texas a Austin, la Pennsylvania State University, la Ludwig Maximilians Universität di Monaco di Baviera e la Georg-August-Universität a Göttingen.

Sempre in materia di buchi neri da record, è grazie invece alle osservazioni del VLT (Very Large Telescope) dell'Osservatorio del Paranal in Cile che un gruppo di astronomi del'ESO ha rilevato l'emissione più intensa mai registrata come proveniente da un quasar, almeno cinque volte più potente di tutte quelle finora osservate. I quasar sono nuclei galattici molto luminosi che, alimentati da buchi neri supermassicci, emettono enormi flussi di materia. Il flusso appena scoperto, che viaggia a una velocità di circa 8000 chilometri al secondo, proviene dal quasar SDSS J1106+1939, alimentato da un buco nero dotato di una massa circa 400 volte quella del Sole.

"Abbiamo scoperto il più vigoroso flusso di materia prodotto da un quasar mai osservato. Il tasso con cui l'energia viene espulsa ad alta velocità da SDSS J1106+1939 è almeno pari a due milioni di milioni di volte la potenza totale del Sole. Equivale a circa 100 volte l'emissione totale della Via Lattea, un flusso veramente mostruoso! Ed è la prima volta che si misura un getto prodotto da un quasar alle energie elevate previste dalla teoria", spiega Nahum Arav che ha coordinato la ricerca, in corso di pubblicazione sul “ The Astrophysical Journal”. Anche lo studio dei getti di materia prodotti dai quasar è essenziale per la comprensione dell'evoluzione delle galassie.



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Fonte
http://www.lescienze.it/news/2012/1...








 

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