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Un eccesso di radiazione nell'infrarosso che caratterizza alcune fluttuazioni nel fondo cosmico potrebbe essere dovuto a stelle orfane della loro galassia di origine

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  martedì 30 ottobre 2012 ore: 00:00:00 - letto [ 2413 ]

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L'inesplicabile eccesso di radiazione nell'infrarosso che caratterizza alcune fluttuazioni nel fondo cosmico potrebbe essere dovuto a stelle orfane della loro galassia di origine, da cui sarebbero state strappate dalle forze di marea gravitazionale nel corso di fusioni fra galassie. Immerse in aloni materia oscura, sarebbero troppo deboli per essere individuate singolarmente


Un esercito di stelle solitarie, strappate dalle loro galassie d’origine nel corso dei processi di fusione fra galassie e isolate all’interno di aloni di materia oscura, sarebbe all’origine dell’inspiegabile “eccesso di luce” che secondo i dati in possesso degli astronomi permea l’universo. E’ questa l’ipotesi avanzata in un articolo pubblicato su “Nature” da un gruppo di ricercatori dell’Università della California a Irvine, dell’Università della California a Los Angeles e della Ohio State University, fra cui l’italiano Francesco De Bernardis.

La radiazione cosmica di fondo a infrarossi è percorsa da strane fluttuazioni che non possono essere spiegati da fonti conosciute. Finora erano state avanzate due ipotesi per spiegarle: che fossero dovute galassie troppo antiche e lontane per essere individuate, oppure a galassie nane vicine ma troppo deboli per essere individuate. Queste spiegazioni hanno però l’inconveniente di mettere in questione gli attuali modelli dell’evoluzione del cosmo, dato che implicherebbero un universo con molte più galassie di quante si è in grado di rilevare.

Nel tentativo di venire a capo della questione, i ricercatori hanno analizzato 250 ore di dati acquisiti dal potente telescopio spaziale Spitzer della NASA relativi a un’ampia porzione della volta celeste, il cosiddetto campo Boote, che copre l'equivalente di 40 lune piene nei pressi dell’omonima costellazione. In questo modo sono arrivati a concludere che la luce a infrarossi, pur essendo debole, è comunque decisamente troppo forte per essere coerente con quanto prospettato dalle due teorie.

A questo punto, partendo dall’esame degli schemi di luce diffusa rilevati, i ricercatori hanno notato che la mappa della radiazione di fondo a infrarossi rilevata da Spitzer potrebbe essere spiegata ipotizzando la presenza di stelle solitarie immerse negli aloni di materia oscura che, avvolgendo le galassie fin dalla loro formazione, contribuiscono con la loro massa a tenerle insieme.

L’origine di queste stelle orfane sarebbe legata ai processi di fusione fra le galassie e i loro aloni di materia oscura, particolarmente frequenti all’inizio della storia dell’universo. Pur sospingendo la maggior parte delle stelle e dei gas verso il centro della nuova galassia in formazione, queste collisioni cosmiche– in seguito alla formazione di “maree gravitazionali” - sospingono un certo numero di stelle ai margini, in quelle che sono appunto note come code mareali, e alcune di esse finirebbero per rimanere sostanzialmente isolate, circondate dal solo alone di materia oscura.

Sulla base di queste considerazioni i ricercatori hanno “considerato la possibilità che le fluttuazioni provengano dalle stelle intra-alone di tutte le galassie”, riscontrando quindi che, sulla base dei dati finora disponibili, lo spettro di potenza misurato potrebbe avere proprio questa spiegazione.

I ricercatori sottolineano peraltro che il risultato richiede ulteriori conferme, dato che la ricerca si è concentrata su due specifiche frequenze dell’infrarosso vicino, quelle a 3.6 e 4.5 micrometri, e che ulteriori ricerche dovranno analizzare altre frequenze e in particolare correlare le anisotropie ora misurate nel vicino infrarosso con le anisotropie submillimetriche, soprattutto quando si sia presenza di una diffusa ed estesa polvere associata con galassie.



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Fonte
http://www.lescienze.it/news/2012/1...








 

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