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Il pinocembrino, un noto flavonoide antiossidante contenuto nel miele e nella propoli, è una sostanza utile nel trattamento della malattia di Alzheimer

  Autore: n/a

  domenica 14 ottobre 2012 ore: 00:00:00 - letto [ 3165 ]

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Il pinocembrino, un noto flavonoide antiossidante contenuto nel miele e nella propoli, è stato trovato essere una sostanza utile nel trattamento della malattia di Alzheimer proteggendo i neuroni dall’azione tossica della placca beta-amiloide
Una sostanza naturale è stata scoperta essere utile nel contrastare l’azione dannosa sui neuroni da parte della placca beta-amiloide. Si tratta del pinocembrino, un flavanone (un tipo di flavonoide) antiossidante che si trova comunemente nel miele, nella propoli e nella pianta Damiana.

Dietro alla degenerazione neuronale si ritiene vi sia l’azione dell’accumulo di placca beta-amiloide (Ap). A concorrere in questo processo degenerativo vi è l’interazione tra l’Ap e un recettore chiamato RAGE, ossia il Recettore per i prodotti finali della Glicazione Avanzata.
I ricercatori della Chinese Academy of Medical Sciences & Peking Union Medical College di Beijing (Cina) hanno scoperto che il pinocembrino protegge dalla tossicità indotta dalla placca beta-amiloide per mezzo dell’inibizione del RAGE.

Lo studio, i cui risultati sono stati pubblicati su BMC Medicine, si è basato su precedenti ricerche che hanno mostrato come il pinocembrino abbia effetti neuroprotettivi, in particolare nei casi di demenza vascolare ischemica e nel migliorare le funzioni cognitive. Questo stesso antiossidante è stato utilizzato nel trattamento dei pazienti con ictus.
In questo nuovo studio su modello animale, il dottor Rui Liu e colleghi a un gruppo di topi trattati con Ap per indurre modifiche cerebrali simili a quelle dell’Alzheimer, hanno somministrato diverse dosi di pinocembrino nella misura di 20 mg al giorno per chilo di peso e 40 mg al giorno per chilo di peso. Il tutto per otto giorni consecutivi.

Le modifiche al cervello che intercorrevano dal trattamento con l’Ap e la somministrazione dell’antiossidante sono state valutate per mezzo di un’analisi della degenerazione neuronale, delle funzioni e prestazioni comportamentali, nonché dall’espressione del recettore RAGE.
I risultati delle analisi hanno permesso ai ricercatori di individuare un’azione positiva del flavonoide nel migliorare le funzioni cognitive e, allo stesso tempo, nel diminuire la neurodegenerazione della corteccia cerebrale. Anche l’azione, o interazione, del recettore RAGE è stata significativamente diminuita – così come la risposta infiammatoria che ne consegue.
Infine, il pinocembrino ha mostrato di essere attivo nel migliorare il potenziale mitocondriale – riducendo il malfunzionamento dei mitocondri – e riducendo lo stress ossidativo, sempre dei mitocondri.
Grazie a tutte queste potenzialità, gli autori dello studio concludono che il pinocembrino può essere un ottimo candidato per lo sviluppo di nuovi trattamenti per la malattia di Alzheimer.



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Fonte
http://www.lastampa.it/2012/10/10/s...








 

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