Articoli: Salute

Cordyceps sinensis, il viagra dell' Himalaya

  Autore: Marco Pasciuti

  giovedì 5 luglio 2012 ore: 00:00:00 - letto [ 3971 ]

Cordyceps_sinensis.jpg,

La corsa all’oro nel distretto di Dolpa, 4.300 metri di altitudine tra il Nepal e il Tibet, la si fa a mani nude nel terreno. Migliaia di persone ogni estate risalgono gli altipiani per cercare il viagra dell’Himalaya. Un'economia da 11 miliardi di dollari che rischia di morire.

La medicina tradizionale cinese lo considera da almeno 500 anni un potente afrodisiaco, ma anche un medicinale anti-cancro. Studi occidentali suggeriscono che fa bene al fegato. I locali lo chiamano poeticamente «Yartsa gunbu», in lingua tibetana significa «erba d’estate, verme d’inverno». Per la scienza è il Cordyceps sinensis, un prodigio che la natura crea con le piogge che vanno da aprile a luglio, quando un fungo parassita attacca il bruco della falena tibetana, che vive nella terra, e lo mummifica. Una delle due estremità dell’animale resta fuori dal terreno e diventa la spia che lì sotto c’è l’oro che nutre l’economia con il maggiore tasso di crescita della provincia di Qinghai. Il villaggio di Yushu è il suo cuore pulsante. Al mercato le donne siedono in circolo a terra, parlano e puliscono i baccelli a colpi di spazzola. Lo fanno per 100 yen al giorno, più di quanto guadagni un operaio cinese in fabbrica. «Lo yartsa gunbu è tutto per noi - racconta Tsuren Pingcuo, tra i principali commercianti di Yushu - io una volta lavoravo per il governo, poi mi sono messo a vendere questi vermi e ora sono ricco».

Il governo tibetano la giudica la 3° industria su cui puntare per rivitalizzare una regione devastata dal terremoto di magnitudo 6.9 del 15 aprile. Tra il 1997 e il 2008 il suo mercato è lievitato del 900%: 500 grammi di alta qualità a Llhasa (Tibet) costano 13.000 dollari, che diventano 26.000 a Shanghai. Secondo la rivista Nature, il mercato globale oscilla tra i 5 e gli 11 miliardi di dollari. Un Eldorado che potrebbe finire.
L’eccessiva richiesta, fonte di grandi guadagni dei grossisti cinesi, comporta una raccolta sempre più indiscriminata, che devasta il territorio. «Quando ero giovane, bastava infilare due dita nel terreno dietro casa e ne tiravi fuori la mano piena. Ora bisogna salire agli altipiani», racconta Tashi Duzhu, di Longbao. La polizia di Dolpa calcola che almeno 40.000 persone stanno migrando nel distretto per tentare la fortuna. «Guardate quelle colline - racconta Gyalpo Thandin, sudenti di Dolpa - sono tutte piene di gente chinata che cerca i funghi. Il prossimo anno saranno ridotte ad un deserto».



 * Click sulla foto per ingrandirla


 

Link

Fonte
http://www.leggo.it/zoom/il_viagra_...








 

® Copyright 2005 - 2019 - SITO MBGraphicsFilms