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Niente sesso per il cervello, è una distinzione sociale tra uomo e donna

  Autore: Franca Porciani

  sabato 5 maggio 2012 ore: 00:00:00 - letto [ 3278 ]

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La parlantina sembra quasi un attributo femminile tanto è radicata l’idea che noi donne abbiamo una grande predisposizione alla “chiacchiera”. Donne ciarliere, che parlano, parlano, magari un po’ a vanvera. Vecchio pregiudizio popolare, direte voi, che vale quanto quello, ancora più sgangherato, della donna che “ragiona con l’utero”, o meglio ancora con il suo ciclo sessuale: più vispa nelle settimane che seguono le mestruazioni, torbida e rallentata dopo l’ovulazione.

Un pregiudizio che non è solo popolare, è anche “scientifico”, purtroppo, visti gli studi che negli ultimi trent’anni hanno scandagliato il cervello umano in cerca delle differenze fra uomo e donna, ricerche che, chissà perché, mettevano sempre in risalto una predisposizione della donna al ragionamento emotivo, alla chiacchiera, al fare più cose insieme, a ragionare diversamente a seconda di quali ormoni sono in giro nel suo cervello, estrogeni o progesterone.

Mai hanno messo in evidenza un “talento” per il pensiero astratto o razionale.

“Puzza di bruciato”, dicono le femministe: siamo di fronte a un nuovo tentativo di discriminare le donne, e in nome della scienza. L’argomento mi appassiona da tempo, lo confesso, perché mi sembra la prova di quanto la scienza non sia neutra, ma condivida gli schemi e i preconcetti della società di cui è espressione. Una società maschilista, che quando non può più affermare che la donna è un essere inferiore, prova a dimostrare che è quanto meno diversa (non a caso nell’Ottocento si scoprì che il cervello della donna pesa il 9 per cento in meno di quello dell’uomo, salvo doversi ricredere quando si vide che i neuroni sono lo stesso numero, cento miliardi, pur ammassati in una scatola cranica più piccola).

Ora che le ricerche condotte dai neurolinguisti hanno sconfessato buona parte di questi pregiudizi grazie a studi condotti con grande precisione, non potevo non parlarne sulla 27° ora (sull’argomento ho scritto un articolo nella sezione Tempi Liberi del Corriere della Sera). In poche parole è tutto falso:


il cervello di una donna e di un uomo non sono diversi più di quanto lo siano quello di un matematico e di un musicista.



Si diceva che la donna usa 20.000 parole al giorno, l’uomo soltanto 10.000, che la donna è più multitasking perché usa i due emisferi cerebrali, l’uomo uno solo. Ebbene, alla prova dei fatti, tutto questo si è rivelato falso. E speriamo che sia la volta buona.

Il cervello è neutrale. Punto e basta. Gli uomini hanno qualcosa da ridire?



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Fonte
http://27esimaora.corriere.it/artic...








 

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