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Gorleben e Chernobyl, vicino ai depositi di scorie nucleari radioattive nascono meno bambine. Una forma di tutela della specie umana innescata da cosa?

  Autore: Elmar Burchia

  lunedì 30 aprile 2012 ore: 00:00:00 - letto [ 3420 ]

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Significative anomalie nel rapporto di nascite fra maschi e femmine attorno al deposito di scorie nucleari tedesco.

Nuove statistiche gettano ombre sull'impianto di stoccaggio tedesco delle scorie nucleari di Gorleben, in Bassa Sassonia: i numeri riguardano soprattutto le bambine. All’appello mancano un migliaio di fiocchi rosa in un raggio di circa 40 chilometri intorno dalla deposito di scorie nucleari, un fenomeno già osservato nelle regioni intorno a Chernobyl.

SITO DI STOCCAGGIO - Esiste una correlazione tra le radiazioni al di sotto dei valori limite di esposizione e il significativo mutamento del rapporto numerico fra neonati maschi e femmine registrato nelle vicinanze del deposito temporaneo di scorie nucleari di Gorleben? A questa domanda ha cercato di dare risposta un nuovo studio che vuole capire se la sola vicinanza delle centrali ha effetto sulla salute dei cittadini, anche in mancanza di incidenti. Questi i fatti: i primi «castor», cioè i treni con gli speciali contenitori chiamato Castor (CAsk for Storage and Transport Of Radioactive material) carichi di scorie di combustibile nucleare spento, hanno iniziato a viaggiare 17 anni fa dalla Francia diretti alla vicina discarica in Germania. Il drastico calo delle nascite di bambine attorno all'area, destinazione finale del carico, è cominciato nel 1999. Fino al 2010 sono mancate all’appello mille bambine, dice Hagen Scherb, matematico presso l'Helmholtz-Zentrum di Monaco di Baviera, importante centro di ricerca sulla salute ambientale.

LE STATISTICHE - La ricerca è partita anche dai dati sugli effetti della catastrofe di Chernobyl: si stima infatti che circa un milione di bambine e bambini non siano mai nati in tutta Europa a causa del disastro del 1986. Scherb ha analizzato le statistiche sulle nascite nelle vicinanze di 32 siti nucleari europei. I risultati hanno indicato forti discrepanze nel numero fra neonati maschi e femmine. Per Scherb è chiaro: «Non può essere solo coincidenza, anche se non si conosce ancora il meccanismo». Pure le autorità sanitarie della Bassa Sassonia hanno voluto mettere sotto la lente d’ingrandimento questi numeri, arrivando però alle stesse conclusioni. Se prima dei trasporti nucleari il rapporto di nascite era di 100 femmine per 101 maschi, ora nella stessa area il rapporto è salito a 100 bambine per 109 maschi.

CROMOSOMA X - Secondo Karl Sperling, del reparto di genetica umana presso la Charité di Berlino (la clinica universitaria della capitale tedesca) le radiazioni - anche sotto i limiti - possono danneggiare il cromosoma X di derivazione paterna. Radiazione che farebbero accrescere il mancato sviluppo degli embrioni femminili - che devono avere un doppio cromosoma X di provenienza sia dalla madre che dal padre. In una fase embrionale così prematura che una donna non si accorge neppure della gravidanza. L’ipotesi di Sperling è che persino dosi molto basse di radiazioni possono influenzare negativamente il processo estremamente delicato della procreazione.

RISULTATI - Per il gruppo ambientalista tedesco Deutsche Umwelthilfe, i risultati non sono una novità. Ciononostante, il mistero sul fenomeno delle «bambine mancanti» di Gorleben è ancora lontano dall'essere risolto, ha sottolineato il portavoce Gerd Rosenkranz. «Neppure noi sappiamo cosa stia succedendo, ma con certi risultati non si può tacere; lo Stato ha il dovere di ricercare la verità».



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Fonte
http://www.corriere.it/scienze_e_te...








 

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