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Intolleranti agli odori, che ne soffre non si abitua mai ai profumi ed agli aromi ambientali

  Autore: Elena Meli

  martedì 24 aprile 2012 ore: 00:00:00 - letto [ 4714 ]

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Dimostrate alterazioni nell'attività cerebrale degli intolleranti agli odori, che soffrono anche con fragranze poco intense: il loro cervello non si “abitua” mai a profumi e aromi.

C'è chi viene sopraffatto dalla nausea sentendo il profumo del vicino in autobus, anche se non è particolarmente forte; chi soffre ogni volta che viene aperto un flacone di disinfettante; chi si ritrova col mal di testa se sta troppo a lungo in una stanza dove sono diffuse fragranze teoricamente piacevoli. Sono gli intolleranti agli odori: non sono allergici ma proprio non sopportano profumi e aromi che ad altri non fanno il minimo effetto. Sono circa il 10 per cento della popolazione stando alle stime di Linus Andersson, un ricercatore dell'università svedese di Umea che ha indagato a fondo i motivi di tale intolleranza.

STUDIO – Per la sua ricerca lo psicologo ha coinvolto un gruppo di intolleranti agli odori e alcuni soggetti senza questo problema, sottoponendoli all'elettroencefalogramma e alla risonanza magnetica funzionale per capire che accade nel loro cervello quando sono esposti a un profumo per un tempo abbastanza lungo, oltre un'ora. «Le persone che tollerano gli odori senza problemi dopo un po' si abituano – spiega Andersson –. Se ad esempio entriamo a casa di un amico che ha sistemato candele profumate in salotto, percepiamo la fragranza appena entrati e per un po', ma poi non ci pensiamo più e di fatto non ci facciamo caso coscientemente. Questo si riflette in una riduzione dell'attività cerebrale nelle aree olfattorie, che però non si ha nel cervello degli intolleranti: nessuna delle due tecniche di indagine che abbiamo impiegato ha registrato una flessione dell'attività del cervello, che in sostanza resta sempre in allerta e continua a percepire l'odore come se lo avesse appena sentito. Tanto che se si chiede loro di descrivere l'odore in questione, questi soggetti dicono che si intensifica addirittura nel tempo, nonostante la concentrazione della sostanza aromatica nell'ambiente non sia minimamente cambiata».

ATTIVITÀ CEREBRALE – Non solo, anche il flusso ematico verso certe aree cerebrali risulta modificato negli intolleranti agli odori. Che hanno pure reazioni "esagerate" di altro genere: reagiscono infatti più della media a sostanze che irritano le mucose di naso e bocca, ad esempio la capsaicina del peperoncino. In pratica, un naso "delicato" finirà per tossire molto di più rispetto a una persona normale se gli capita di inalare per sbaglio un po' di polvere di peperoncino. «Questo significa che l'intolleranza agli odori è un problema che riguarda corpo e mente, nel senso che chi ne soffre ha fastidi sia fisici che a livello cerebrale e mentale. Il 2 per cento della popolazione ha sintomi molto intensi, per loro essere esposti a certi odori diventa una vera tortura – dice Andersson –. Non sappiamo molto di questo genere di intolleranze a sostanze chimiche, ben diverse dalle allergie; sarebbe invece opportuno conoscerle meglio per aiutare chi ne soffre e magari creare attorno a loro ambienti più confortevoli: in un ufficio pieno di stampanti e fotocopiatrici il lavoro di un intollerante agli odori può diventare un calvario».



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Fonte
http://www.corriere.it/salute/12_ap...








 

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