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Un pacemaker come cura dimagrante estrema per taglie XXL

  Autore: n/a

  sabato 7 aprile 2012 ore: 00:00:00 - letto [ 3281 ]

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Un pacemaker e una missione: far dimagrire le taglie 'XXL'. È simile a quelli che si usano per il cuore, ma questo stimolatore hi-tech invierà i suoi impulsi elettrici a un altro organo, lo stomaco. A testarlo sarà l'ospedale di Pisa «il primo in Italia ad aver già dato il via alla sperimentazione sui pazienti obesi» di un nuovo sistema intelligente messo a punto dalla ditta IntraPace: 160 i pazienti reclutati in Europa, 50 in Italia, fanno sapere dall'Azienda ospedaliero-universitaria pisana. Il primo intervento di chirurgia bariatrica è stato effettuato con successo dall'equipe diretta da Marco Anselmino. Il nuovo impianto si basa su una tecnologia che dovrebbe far perdere peso «ottendendo risultati simili a quelli indotti dalla chirurgia bariatrica tradizionale (bendaggio gastrico, sleeve gastrectomy, by-pass gastrico) ma con ulteriore minore invasività, minor rischio di complicanze e ridotta necessità di modificare il proprio stile di vita alimentare», spiegano gli esperti.

COME FUNZIONA Il pacemaker invia impulsi elettrici allo stomaco del paziente in determinate fasce orarie, inducendo così senso di sazietà. Lo studio che durerà 2 anni è randomizzato: i partecipanti sono stati assegnati in modo casuale a ricevere il trattamento sperimentale o il trattamento di controllo, in tal caso il bendaggio gastrico. Si tratta di pazienti obesi con indice di massa corporea (rapporto fra peso e altezza) compreso fra 35 e 50, affetti da disordine alimentare, ossia abitudine a mangiare fuori dai pasti. La tecnica chirurgica è la stessa della chirurgia bariatrica classica, ossia la via laparoscopica, ma l'impianto del pacemaker non comporta la modifica di parti anatomiche, come avviene invece per il bendaggio gastrico o il bypass gastrico, che richiedono uno la restrizione della via digestiva, l'altro la restrizione associata a malassorbimento di sostanze nutritive.
Il pacemaker, una volta impiantato e attivato, rileva quando una persona consuma cibo o bevande e invia una serie di impulsi elettrici allo stomaco, che inducono la necessità di ingerire quantità di cibo ridotte per la presenza di una sensazione di sazietà. La stimolazione ad alta frequenza della parete dello stomaco aumenta infatti il senso di pienezza che già di per sè una persona avverte quando assume cibo o liquidi. L'effetto finale è di ridurre il volume di alimenti ingeriti.

L'IMPEGNO DEI PAZIENTI L'unico impegno da parte dei pazienti portatori di pacemaker gastrico è di rispettare l'orario di assunzione dei pasti, dal momento che lo stimolatore invia segnali al di fuori delle fasi prandiali. La stimolazione gastrica è personalizzata su ciascun paziente e il sistema contiene dei rivelatori destinati a tenere traccia del consumo energetico e dell'attività fisica effettuata, monitorando i progressi di un paziente verso l'obiettivo della perdita di peso. Il pacemaker si propone come ulteriore arma per i camici bianchi impegnati nella lotta all'epidemia di obesità che sta 'contagiandò diversi Paesi: entro il 2015 si stima che ben 2,3 miliardi di persone saranno in sovrappeso, ricordano gli esperti dell'ospedale pisano, e 700 milioni saranno obesi. Il segmento in più rapida crescita è proprio quello degli XXL patologici. Gli oversize sono a maggior rischio per alcune delle principali cause di morte prematura, fra cui il diabete di tipo 2 (il 90% delle persone che soffrono di questa patologia è in sovrappeso), la malattia coronarica (per la quale l'obesità è riconosciuta come fattore di rischio), l'ictus (un recente studio ha rilevato che l'obesità, in uomini di mezza età, può aumentare il rischio), il cancro (recenti studi dimostrano che essere obesi aumenta il rischio di tumori a seno, utero, colon, rene ed esofago). Per non parlare dei costi diretti per i sistemi sanitari che schizzano alle stelle. In uno studio, solo per gli Usa si è stimata una spesa di oltre 100 miliardi di dollari l'anno.



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Fonte
http://www.leggo.it/life/salute/sal...








 

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