Articoli: Tecnologia

La censura arriva su Internet

  Autore: n/a

  lunedì 18 agosto 2008 ore: 00:00:00 - letto [ 3482 ]

censura.jpg,

Sono sempre di più i governi del mondo che bloccano contenuti presenti su internet, soprattutto per motivi politici

Secondo una delle più grandi ed esaustive analisi di Internet che siano mai state realizzate, è in aumento il numero di governi che regolarmente rendono inaccessibili alcuni contenuti sul web.

Inoltre, lo stesso studio afferma che le tecniche utilizzate per rendere irrangiungibili alcuni contenuti "scomodi" di internet stanno aumentando e diventando sempre più sofisticate.

"In passato la maggior parte delle notizie su censure governative è sempre arrivata da alcuni specifici paesi, come Cina, Iran e Cuba", afferma Rafal Rohozinski, dell'Open Net Initiative (ONI), autore del nuovo studio. L'ONI è il frutto di una partnership tra l'Università di Cambridge, l'Università di Oxford, l'Università di Harvard e l'Università di Toronto.

Secondo Rohozinski la maggior parte di queste notizie era fondata su informazioni aneddotiche e campionature locali. "Fino ad ora", aggiunge, "la censura è stata osservata da una prospettiva globale. Il nostro è il primo tentativo di realizzare un'analisi ampia che coprisse un gran numero di paesi, osservando comparativamente se in ciascuno di essi venissero filtrati alcuni siti, e in caso affermativo quali e come venivano filtrati".

Nel suo rapporto, l'ONI afferma che i governi di almeno 25 paesi bloccano regolarmente l'accesso a siti internet per ragioni politiche, sociali o di sicurezza. Inoltre si afferma che che Birmania, Cina, Iran, Siria, Tunisia e Vietnam eseguono anche filtri di contenuti politici, ad esempio per siti appartenenti a partiti dell'opposizione governativa.

È emerso che Arabia Saudita, Iran, Tunisia e lo Iemen bloccano siti internet per motivazioni sociali: per esempio rendendo impraticabile l'accesso a pornografia, omosessualità e giochi d'azzardo.

Comparando questo studio con altri precendeti, gli autori concludono che queste operazioni di filtraggio stanno aumentando in tutto il mondo. Inoltre sostengono che le restrizioni imposte dai governi non si limitano più solo alle informazioni contenute nei siti, ma anche ad alcuni servizi online, come ad esempio quello di telefonia offerto da Skype.

Infine, dallo studio è emerso che questo fenomeno di censura è particolarmente alto durante specifici "eventi", come elezioni e in generale periodi di particolare importanza politica.

Secondo Rohozinski, in molti stati potrebbero essere utilizzati processi di filtraggio così sofisticati da sfuggire al software di analisi utilizzato da lui e i suoi colleghi per compiere l'analisi, e quindi i risultati potrebbero essere ancora più alti del previsto.

il percorso: Scienza Esperienza archivio di SE news 2007 maggio La censura viaggia su Internet

Scienza7 - le notizie di Ulisse
La censura viaggia su InternetSono sempre di più i governi del mondo che bloccano contenuti presenti su internet, soprattutto per motivi politici

Secondo una delle più grandi ed esaustive analisi di Internet che siano mai state realizzate, è in aumento il numero di governi che regolarmente rendono inaccessibili alcuni contenuti sul web.

Inoltre, lo stesso studio afferma che le tecniche utilizzate per rendere irrangiungibili alcuni contenuti "scomodi" di internet stanno aumentando e diventando sempre più sofisticate.

"In passato la maggior parte delle notizie su censure governative è sempre arrivata da alcuni specifici paesi, come Cina, Iran e Cuba", afferma Rafal Rohozinski, dell'Open Net Initiative (ONI), autore del nuovo studio. L'ONI è il frutto di una partnership tra l'Università di Cambridge, l'Università di Oxford, l'Università di Harvard e l'Università di Toronto.

Secondo Rohozinski la maggior parte di queste notizie era fondata su informazioni aneddotiche e campionature locali. "Fino ad ora", aggiunge, "la censura è stata osservata da una prospettiva globale. Il nostro è il primo tentativo di realizzare un'analisi ampia che coprisse un gran numero di paesi, osservando comparativamente se in ciascuno di essi venissero filtrati alcuni siti, e in caso affermativo quali e come venivano filtrati".

Nel suo rapporto, l'ONI afferma che i governi di almeno 25 paesi bloccano regolarmente l'accesso a siti internet per ragioni politiche, sociali o di sicurezza. Inoltre si afferma che che Birmania, Cina, Iran, Siria, Tunisia e Vietnam eseguono anche filtri di contenuti politici, ad esempio per siti appartenenti a partiti dell'opposizione governativa.

È emerso che Arabia Saudita, Iran, Tunisia e lo Iemen bloccano siti internet per motivazioni sociali: per esempio rendendo impraticabile l'accesso a pornografia, omosessualità e giochi d'azzardo.

Comparando questo studio con altri precendeti, gli autori concludono che queste operazioni di filtraggio stanno aumentando in tutto il mondo. Inoltre sostengono che le restrizioni imposte dai governi non si limitano più solo alle informazioni contenute nei siti, ma anche ad alcuni servizi online, come ad esempio quello di telefonia offerto da Skype.

Infine, dallo studio è emerso che questo fenomeno di censura è particolarmente alto durante specifici "eventi", come elezioni e in generale periodi di particolare importanza politica.

Secondo Rohozinski, in molti stati potrebbero essere utilizzati processi di filtraggio così sofisticati da sfuggire al software di analisi utilizzato da lui e i suoi colleghi per compiere l'analisi, e quindi i risultati potrebbero essere ancora più alti del previsto.

Il testo integrale dello studio è disponibile sul sito dell'Open Net Initiative.



 * Click sulla foto per ingrandirla


 

Link

http://opennet.net/
http://...

Link


http://medialab.sissa.it/scienzaEsp...








 

® Copyright 2005 - 2018 - SITO MBGraphicsFilms