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Un motore di ricerca nella testa

  Autore: n/a

  martedì 5 agosto 2008 ore: 00:00:00 - letto [ 2961 ]

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PageRank, il noto algoritmo di ricerca usato da Google, imita il modo in cui il cervello umano recupera le informazioni.

La memoria delle parole si può rappresentare come una rete in cui ogni nodo è una parola differente, a sua volta collegata ad altre che hanno una qualche relazione con la prima. Lo psicologo Tom Griffiths insieme ad alcuni colleghi dell'Università della California, a Berkeley, ha indagato se il modo in cui il cervello recupera le parole in memoria sia simile a quello in cui i siti sono ordinati da PageRank: in base cioè al numero dei link che raggiungono la pagina.

La conclusione di Griffiths è che potrebbe essere proprio così. In alcuni test che hanno messo a confronto diversi algoritmi di ricerca delle parole, PageRank era quello dava il risultato più simile alla memoria umana. Lo studio è stato pubblicato sulla rivista Psychological Science (vol 18, p 1069). Secondo Griffiths i risultati suggeriscono che la ricerca sulla memoria potrebbe progredire grazie allo studio dei trucchi usati dai motori di ricerca per internet, e vice versa.



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