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I denti furono l'arma in più dei mammiferi nella lotta evolutiva con i grandi rettili

  Autore: Massimo Spampani

  lunedì 19 marzo 2012 ore: 00:00:00 - letto [ 2842 ]

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Mentre i dinosauri si estinguevano non tutti gli animali della Terra facevano la stessa fine, anzi alcuni mammiferi se la passavano così bene che, senza la competizione dei grandi rettili, poterono poi irradiarsi su tutto il pianeta. Una ricerca statunitense ha appurato che, grazie alle caratteristiche dei loro denti molto complessi, un gruppo di mammiferi, i multitubercolati, poterono competere con i dinosauri negli ultimi 20 milioni di anni di presenza sulla Terra dei grandi rettili. E quando avvenne la grande estinzione del Cretaceo, 66 milioni di anni fa, questi mammiferi riuscirono a sopravvivere, nonostante la grave crisi eco-ambientale in cui vennero coinvolti.
LA GRANDE ESTINZIONE - Sappiamo come si estinsero i dinosauri ? La risposta è «no», non lo sappiamo. Ci sono solo ipotesi, e tra queste quella più nota sostiene che metà delle specie esistenti sulla Terra scomparvero per colpa di un asteroide che avrebbe colpito il nostro pianeta, appunto 66 milioni di anni fa. L’enorme impatto avrebbe rilasciato nell’atmosfera una tale quantità di polvere da oscurare il Sole e la mancanza di calore avrebbe determinato un lunghissimo inverno che indusse l’immane catastrofe biologica. Quasi tutti gli animali più pesanti di 10 chili sparirono.

I MULTITUBERCOLATI - Ma ammesso che i dinosauri si siano estinti per il famoso asteroide, una nuova ricerca guidata da un paleontologo dell’Università di Washington, smentisce un’idea diffusa: non è vero che tutti i mammiferi fossero costretti a recitare la parte di comprimari, piccole creature tenute ai margini della vita, durante l’era dei grandi rettili, ma almeno un gruppo di essi, i multitubercolati, potè competere con i dinosauri. Questi mammiferi poterono affermarsi perché svilupparono numerosi tubercoli (protuberanze e cuspidi) sui denti posteriori che permisero loro di cibarsi abbondantemente delle angiosperme, le piante da fiore che stavano diventando comuni. I mammiferi multitubercolati apparvero circa 170 milioni di anni fa, ma avevano le dimensioni di un topo. Le prime angiosperme cominciarono ad apparire circa 140 milioni di anni fa e da allora anche le dimensioni dei piccoli mammiferi aumentarono raggiungendo alla fine quelle di un castoro. «Questi mammiferi sono stati in grado di diversificarsi in termini di numero di specie, dimensioni del corpo e forme dei loro denti, e queste ultime, influenzando la loro alimentazione, sono state alla base del loro successo», ha detto Gregory Wilson P., professore di biologia all’Università di Washington, a capo della ricerca, pubblicata sull’edizione online della rivista Nature.

I PIÙ LONGEVI - Gli scienziati hanno esaminato i denti da 41 specie di multituberculati conservati in collezioni di fossili di tutto il mondo. Hanno usato il laser e la tomografia a scansione per creare immagini tridimensionali dei denti ad altissima risoluzione (meno di 30 micron, inferiore al diametro di un capello umano). Le analisi hanno rivelato che i denti nella parte posteriore della bocca erano molto complessi, con ben 348 rilievi per ciascuna fila di denti, ideale per la frantumazione di materiale vegetale (per confronto i carnivori ne hanno circa 110). Poi anche i multitubercolati dovettero cedere il passo agli altri mammiferi che andavano via via popolando la Terra. Si estinsero 34 milioni di anni fa, ma avevano tenuto duro durante il grande cataclisma del Cretaceo e hanno rappresentato il più longevo gruppo di mammiferi mai vissuto.

IL PALEONTOLOGO - «La scoperta di una grande diversificazione (radiazione adattativa) del gruppo dei multitubercolati durante l'ultima parte del Cretaceo, molto prima dell'estinzione dei dinosauri», commenta la notizia il paleontologo Cesare A. Papazzoni del dipartimento di acienze della Terra dell’Università di Modena e Reggio Emilia, «conferma come la storia dell'evoluzione dei grandi gruppi di vertebrati non sia, come spesso erroneamente si pensa, una sorta di marcia inevitabile verso il progresso. Nel Cretaceo superiore, prima della grande estinzione, gli animali più evoluti erano i dinosauri, mentre i mammiferi erano pochi, piccoli e confinati in ambienti marginali. Tra questi ultimi il gruppo più diversificato e promettente era proprio quello dei multitubercolati: chi avrebbe mai scommesso su marsupiali e placentati? L'imprevedibilità delle trasformazioni ambientali rende molto difficile determinare la direzione delle trasformazioni. Senza la catastrofe della fine del Cretaceo forse sarebbe cambiato poco per i multitubercolati, che sembrano aver passato indenni la grande crisi, ma di certo non si sarebbero aperte le possibilità di occupazione di tante nicchie ecologiche per i mammiferi, e la radiazione adattativa dei placentati forse non ci sarebbe mai stata. Sembra che anche i primati, dei quali facciamo parte, esistessero prima dell'estinzione di fine Cretaceo: se è così, dobbiamo alla capacità di sopravvivenza di questi lontani antenati la possibilità di essere qui a discuterne».



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Fonte
http://www.corriere.it/scienze_e_te...








 

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