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NASA crea il guanto robot, aumenta decisamente la potenza di chi lo indossa. Il suo nome sarà K-Glove o Robo-Glove

  Autore: Tiziana Moriconi

  sabato 17 marzo 2012 ore: 00:00:00 - letto [ 3961 ]

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Aumenta decisamente la potenza della stretta. È il secondo prototipo realizzato dalla Nasa dello Human Grasp Assist. La tecnologia è la stessa usata per il primo astronauta di silicio, Robonaut 2

Se qualcosa funziona bene, conviene sfruttarla il più possibile. È un ragionamento che di questi tempi viene facile anche alla Nasa. Dove hanno pensato di riciclare la tecnologia del loro Robonaut 2 (il primo - e per ora unico - automa umanoide che sia mai andato oltre l'atmosfera terrestre, da un annetto ospite della Stazione spaziale internazionale) per creare un guanto robotico degno di Iron Man.

In effetti, la caratteristica di R2 – come viene chiamato il cosmonauta di silicio realizzato nel 2007 dall'agenzia spaziale insieme a General Motors – è proprio la sua eccezionale abilità manuale, che gli consente di eseguire molte delle operazioni richieste a un astronauta in carne e ossa. Solo per la mano robotica sono stati depositati 21 brevetti (su 46 totali riguardanti l’intero automa).

Il nuovo guanto, ideato sempre in partnership con GM, è pensato per chi lavora nell'automotive e, ovviamente, per gli astronauti. Il suo scopo è di facilitare il lavoro di chi lo indossa. In che modo? Per ora aumentando la forza della presa. L'esempio riportato dalla Nasa per illustrare il concetto è questo: uno spacewalker che stia lavorando in una cabina pressurizzata all'esterno della stazione spaziale tiene in mano attrezzi che possono pesare sui 9 kg. Bene, le dita robotiche possono sollevare l'operatore di buona parte della fatica, riducendo il peso da sostenere a circa la metà (sebbene, al momento, lo stesso guanto pesi quasi un chiletto).

Il nome ufficiale della nuova invenzione è Human Grasp Assist, ma tutti lo chiamano semplicemente K-Glove o Robo-Glove. Gli attuatori sono incorporati nella parte superiore del “guanto”, mentre i sensori di pressione si trovano in corrispondenza dei polpastrelli. Se si vuole stringere qualcosa, i tendini sintetici si contraggono automaticamente, e le dita robotiche si mettono in posizione.

Per ora è solo un prototipo – il secondo, mentre si aspetta a breve il terzo – ma le potenziali applicazioni sono ovviamente già allo studio. “ K-Glove solo è il primo dei molti spin off che ci aspettiamo da Robonaut 2”, ha dichiarato Ron Diftler, project manager dell'androide: “ Stiamo già costruendo braccia basate sulla stessa tecnologia di quelle di R2, da utilizzare nel progetto Space Exploration Vehicle”.Se qualcosa funziona bene, conviene sfruttarla il più possibile. È un ragionamento che di questi tempi viene facile anche alla Nasa. Dove hanno pensato di riciclare la tecnologia del loro Robonaut 2 (il primo - e per ora unico - automa umanoide che sia mai andato oltre l'atmosfera terrestre, da un annetto ospite della Stazione spaziale internazionale) per creare un guanto robotico degno di Iron Man.

In effetti, la caratteristica di R2 – come viene chiamato il cosmonauta di silicio realizzato nel 2007 dall'agenzia spaziale insieme a General Motors – è proprio la sua eccezionale abilità manuale, che gli consente di eseguire molte delle operazioni richieste a un astronauta in carne e ossa. Solo per la mano robotica sono stati depositati 21 brevetti (su 46 totali riguardanti l’intero automa).

Il nuovo guanto, ideato sempre in partnership con GM, è pensato per chi lavora nell'automotive e, ovviamente, per gli astronauti. Il suo scopo è di facilitare il lavoro di chi lo indossa. In che modo? Per ora aumentando la forza della presa. L'esempio riportato dalla Nasa per illustrare il concetto è questo: uno spacewalker che stia lavorando in una cabina pressurizzata all'esterno della stazione spaziale tiene in mano attrezzi che possono pesare sui 9 kg. Bene, le dita robotiche possono sollevare l'operatore di buona parte della fatica, riducendo il peso da sostenere a circa la metà (sebbene, al momento, lo stesso guanto pesi quasi un chiletto).

Il nome ufficiale della nuova invenzione è Human Grasp Assist, ma tutti lo chiamano semplicemente K-Glove o Robo-Glove. Gli attuatori sono incorporati nella parte superiore del “guanto”, mentre i sensori di pressione si trovano in corrispondenza dei polpastrelli. Se si vuole stringere qualcosa, i tendini sintetici si contraggono automaticamente, e le dita robotiche si mettono in posizione.

Per ora è solo un prototipo – il secondo, mentre si aspetta a breve il terzo – ma le potenziali applicazioni sono ovviamente già allo studio. “ K-Glove solo è il primo dei molti spin off che ci aspettiamo da Robonaut 2”, ha dichiarato Ron Diftler, project manager dell'androide: “ Stiamo già costruendo braccia basate sulla stessa tecnologia di quelle di R2, da utilizzare nel progetto Space Exploration Vehicle”.



 * Click sulla foto per ingrandirla


allegato, k_gove_in_azione_4456.jpg


Guanto robot in azione

allegato, k_glove__interpretazione_artistica__2701.jpg


Guanto Robot

allegato, guanto_Robot_delicato.jpg


Il guanto robot sa essere anche delicato

 

Link

Fonte
http://daily.wired.it/news/tech/201...








 

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