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Le formiche, guide perfette per non perdersi nel deserto sono in grado di orientarsi in mancanza di punti di riferimento

  Autore: n/a

  martedì 13 marzo 2012 ore: 00:00:00 - letto [ 3831 ]

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Dopo il lungo peregrinare alla ricerca di cibo sono in grado di orientarsi e tornare alla base anche in mancanza di punti di riferimento visivi sfruttando l'angolo di polarizzazione della luce, le vibrazioni nel terreno, i campi magnetici e la rilevazione dei livelli di anidride carbonica nell'aria, più elevati in prossimità dell'affollato formicaio
Ingabbiate in una ferrea società gerarchica e intruppate in un un rigido sistema di divisione del lavoro, le formiche non si sono certo guadagnate l'immagine di specie dai tratti particolarmente flessibili. Eppure quando si tratta di orientarsi, pare che questi insetti dimostrino una versatilità decisamente elevata, essendo pronte ad adottare i metodi più diversi per poter tornare in sicurezza al proprio formicaio.
A dimostrarlo è stata una ricerca condotta dagli scienziati del Max Planck Institut per l'ecologia chimica a Jena, diretti da Markus Knaden, che in un articolo pubblicato sulla rivista on line "PLoS ONE" illustrano come hanno dimostrato che, oltre ai segnali visivi e agli odori, le formiche sono in grado di utilizzare anche la polarizzazione della luce del sole e punti di riferimento magnetici e vibrazionali.
In questa ricerca gli scienziati hanno studiato formiche del deserto del genere Cataglyphis nel loro habitat naturale, che prevede solo pochissimi punti di riferimento per l'orientamento. Per questo le formiche utilizzano in primo luogo un sistema di integrazione delle informazioni visivo-cinestetico, che, per consentire il ritorno alla base dopo il vagabondaggio esplorativo alla ricerca del cibo, combina il conteggio dei passi compiuti dopo aver lasciato il formicaio con la determinazione della direzione grazie alla rilevazione della polarizzazione della la luce.
Per quanto sofisticato, questo metodo da solo è tuttavia esposto a errori e per questo i ricercatori hanno cercato di scoprire se queste formiche sfruttano anche altri mezzi per orientarsi.
Siamo stati molto sorpresi che è effettivamente così", osserva Cornelia Buehlmann, che ha eseguito gli esperimenti, riuscendo ad addestrare formiche della specie Cataglyphis noda a trovare la via di casa senza alcun problema quando veniva azionato un dispositivo vibrazionale a batteria sepolto accanto all'ingresso del formicaio in modo che le formiche potrebbero localizzare il loro nido, utilizzando il punto di riferimento vibrazionale. Per escludere, in questa fase dell'esperimento, la presenza degli effetti elettromagnetici del dispositivo, gli esperimenti sono stati quindi eseguiti mettendo in funzione il dispositivo vibrazionale senza contatto al suolo, e in effetti in tal caso le formiche del gruppo addestrato si comportavano come i conspecifici non addestrati, aggirandosi senza meta attorno al punto in cui erano state depositate.
In un altro analogo esperimento i ricercatori hanno controllato se altri gruppi di formiche della stessa specie riuscissero a sfruttare cone faro due potenti magneti al neodimio che generavano un campo di circa 21 millitesla (per confronto, il campo magnetico terrestre è di soli 0,041 millitesla). Anche in questo caso il risultatoè stato positivo. "Questo non significa che le formiche abbiano uno specifico organo sensoriale per la rilevazione di campi magnetici. Il loro comportamento potrebbe essere causato anche da segnali elettrici neurali anormali dovuti al forte campo magnetico che sono stati memorizzati dalle formiche", osserva Knaden. Infine, i ricercatori hanno anche confermato che le formiche del deserto della specie Cataglyphis fortis sono in grado di sfruttare la rilevazione dei livelli di anidride carbonica prodotta dalla respirazione delle compagne presenti nel formicaio.





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Fonte
http://www.lescienze.it/news/2012/0...








 

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