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Anche le api hanno la loro personalità e si comportano in modo differente l'una dall'altra.

  Autore: n/a

  lunedì 12 marzo 2012 ore: 00:00:00 - letto [ 2931 ]

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Di fronte alle novità, le api si comportano in modo differente l'una dall'altra: alcune mostrano un atteggiamento che ricorda quello, ben noto nell'uomo, di chi è sempre alla ricerca di qualcosa di nuovo. La somiglianza è confermata anche a livello dei cammini biomolecolari sottesi in cui sono maggiormente espressi alcuni neuromediatori noti perché nei vertebrati sono coinvolti nella regolazione della ricerca di novità e nella risposta al premio (red)

La ricerca di emozioni forti non è confinata agli esseri umani e ad altri vertebrati. Anche alcune api cercano - a volte anche troppo - l'avventura, molto più di altre conspecifiche. A dimostrarlo è una ricerca pubblicata su "Science" in cui - analizzando le strutture cerebrali di questi insetti, sono stati identificati specifici modelli di attività dei geni e vie molecolari noti per essere associati nell'essere umano alla ricerca di emozioni forti.

"Negli esseri umani, le differenze nella ricerca di novità sono una componente della personalità", ha detto Gene Robinson, che ha condotto lo studio. "Forse anche gli insetti hanno una personalità?". Robinson e colleghi hanno studiato due comportamenti che nelle api mellifere sembravano corrispondere alla ricerca di novità: l'esplorazione di siti di nidificazione e l'esplorazione alla ricerca di cibo.

Quando una colonia di api diventa troppo grande per il suo alveare, si divide e lo sciame che migra deve trovare una nuova dimora. In questo frangente, poche api intrepide, le scout o esploratrici, che rappresentano meno del 5 per cento dello sciame, vanno a caccia di un nuovo sito. I ricercatori hanno scoperto che queste api esploratrici hanno in media una probabilità 3,4 volte superiore rispetto alle altre di diventare anche esploratrici per quanto riguarda il cibo. "C'è un gold standard nelle ricerche sulla personalità e cioè: se si esibisce la stessa tendenza in contesti diversi, si è di fronte a ciò che può essere chiamato un tratto di personalità."

I ricercatori hanno voluto determinare le basi molecolari di queste differenze nel comportamento delle api, ricorrendo all'analisi dell'intero genoma di microarray per

cercare differenze nell'attività di migliaia di geni nel cervello di api scout e non scout.

"Da tempo si sta cercando di capire quale sia la base del comportamento di ricerca della novità sia negli esseri umani sia negli animali", ha detto Robinson. "E si ritiene che ciò abbia a che fare con il modo in cui il sistema cerebrale della ricompensa è coinvolto nella risposta a una certa esperienza."

I ricercatori hanno scoperto migliaia di specifiche differenze tra l'espressione cerebrale dei geni nelle api esploratrici e non esploratrici: "Ci aspettavamo di trovarne un po', ma l'entità delle differenze è stata sorprendente, dato che sia le api scout sia le non scout sono entrambe foraggere".

Tra i molti geni espressi in modo differente ve ne sono svariati correlati ai meccanismi di segnalazione che coinvolgono catecolamine, glutammato e acido gamma-aminobutirrico (GABA), tutti già noti perché nei vertebrati sono collegati ai meccanismi di regolazione della ricerca di novità e nella risposta al premio. Per verificare se queste differenze fossero legate alla ricerca di novità, i ricercatori hanno sottoposto gruppi di api a trattamenti per aumentare o inibire queste sostanze chimiche nel cervello.

La ricerca ha confermato l'ipotesi di partenza. "I nostri risultati - ha osservato Robinson - dicono che la ricerca di novità negli esseri umani e in altri vertebrati ha un analogo in questo insetto", suggerendo che nell'evoluzione del comportamento insetti, esseri umani e altri animali si siano avvalsi di uno stesso 'armamentario' genetico: "Sembra che le stesse vie molecolari siano state impiegate più volte nell'evoluzione per dare luogo a differenze individuali nella ricerca di novità".



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Fonte
http://www.lescienze.it/news/2012/0...








 

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