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Terremoti, le scosse di assestamento due secoli dopo il sisma

  Autore: n/a

  venerdì 9 marzo 2012 ore: 00:00:00 - letto [ 4265 ]

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Le scosse sismiche di lieve entità spesso interpretate dalle popolazioni come segnale di un prossimo terremoto di una certa gravità, possono in realtà essere echi di eventi anche molto lontani nel tempo.

Spesso le scosse sismiche di lieve entità vengono interpretate dalla popolazione che le avverte come un segnale di un prossimo terremoto di una certa gravità. Ora però una nuova ricerca frutto della collaborazione tra la Northwestern University e l’Università del Missouri-Columbia e pubblicata sull’ultimo numero di “Nature”, mostra che in realtà tali sussulti della terra possono essere scosse di assestamento di terremoti passati, anche molto vecchi. Si calcola per esempio che quelli tipici della zona di New Madrid fanno eco alle scosse di magnitudo 7 che sconvolsero il Midwest degli Stati Uniti circa 200 anni fa.
"A prima vista può sembrare strano, poiché sappiamo che nel caso della famigerata faglia di San Andreas, in California, le scosse di assestamento durano solo per un decennio”, ha commentato Seth Stein, docente di geologia della Northwestern e primo autore dello studio. "Bisogna considerare che nel mezzo del continente americano l’effetto è più prolungato nel tempo.”

La ragione di tale ritardo, spiegano i ricercatori, è che le scosse di assestamento seguono un grande terremoto poiché il movimento della faglia cambia l’assetto delle forze che agiscono sulla faglia stessa e nei dintorni. Occorre però un po’ di tempo affinché raggiungano il centro di un continente.”
La differenza, in buona sostanza, è che i due lati della faglia di San Andreas si muovono l’una rispetto all’altra a poco più di un centimetro all’anno, una velocità notevole in termini geologici. Questo movimento, “ricarica” la faglia sovrapponendosi e cancellando gli assestamenti dell’ultima grande scossa in 10 anni.

La faglia di New Madrid, invece, si muove 100 volte più lentamente e così impiega centinaia di anni per compensare gli effetti di un grande terremoto.
L’ipotesi che le scosse del Midwest siano l’eco dei grandi sismi del 1811-1812 era già stata formulata, considerato lo schema particolare che mostrano. Per verificarla, Stein e Liu hanno utilizzato i risultati di esperimenti di laboratorio per poi confrontarli con i dati relativi alle faglie presenti in tutto il mondo; in questo modo così potuto riscontrare come le previsioni si adattassero ai dati sperimentali.

Si è trovato, per esempio, che si avvertono ancora le scosse di assestamento del sisma di magnitudo 7.2 del Lago Hebgen che ha colpito il Montana, l’Idaho e il Wyoming 50 anni fa, mentre si osservano piccoli terremoti lungo la valle del San Lorenzo, in Canada, dove si verificà un grande terremoto nel 1663.
I nuovi risultati aiuteranno sia a comprendere i terremoti continentali, sia a stimare il rischio sismico di tali zone.



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Fonte
http://www.lescienze.it/news/2009/1...








 

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