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I tifoni possono innescare terremoti lenti

  Autore: n/a

  mercoledì 7 marzo 2012 ore: 00:00:00 - letto [ 2977 ]

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In presenza di una faglia di subsidenza, come a Tauwan, le variazioni di pressione legate al fenomeno atmosferico possono innescare un rilascio lento di parte dell'energia accumulata

I tifoni possono innescare terremoti “lenti”, è questa la sorprendente conclusione di una ricerca condotta da studiosi della Carnegie Institution e dell'Academia Sinica di Taiwan, i cui risultati sono pubblicati su “Nature”.
Per terremoti lenti i ricercatori indicano uno slittamento di faglia non violento che impiega ore o giorni per rilasciare l'energia che un terremoto disperde nel giro di pochi secondi o minuti.

"Dal 2002 al 2007 abbiamo monitorato la deformazione nella regione orientale di Taiwan usando tre sensibilissimi sensori volumetrici per la rilevazione degli stress installati da 200 a 270 metri di profondità. Questi strumenti rivelano movimenti e distorsioni della roccia altrimenti impercettibili", spiega Selwyn Sacks, che con Chiching Liu ha diretto lo studio.

Nella seconda metà dell'anno Taiwan è soggetta a numerosi tifoni, mentre nei primi quattro mesi solitamente non se ne presentano. Nel corso dei cinque anni durante i quali si è sviluppato lo studio, i ricercatori hanno identificato 20 terremoti lenti di una durata variabile da alcune ore a poco più di un giorno. Undici di essi, i più forti e dotati di forme d'onda più complesse, sono avvenuti in coincidenza con tifoni.
"I dati identificano in modo non equivoco i tifoni come innesco di questi terremoti lenti. La probabilità che ci sia stata una coincidenza casuale è estremamente piccola”, ha sottolineato Alan Linde, un altro dei ricercatori.

In che modo una bassa pressione può innescare questi fenomeni sismici? Il tifone abbatte la pressione atmosferica sulla terraferma della regione interessata, ma non avviene lo stesso sul fondale oceanico, dato che l'acqua si sposta verso quell'area e compensa la pressione. In presenza

di una faglia di subsidenza, la riduzione della pressione su un lato solo di essa provoca uno squilibrio fra le forze in gioco. "Se la faglia è vicina al limite di rottura, la piccola perturbazione dovuta alla bassa pressione del tifone, può bastare a far superare quel limite. In assenza del tifone, lo stress continuerà ad accumularsi fino al limite senza bisogno di alcun innesco.”

"E' sorprendente che questa regione del globo non abbia avuto terremoti catastrofici e relativamente pochi grandi terremoti" sottolinea Linde. "Per fare un confronto, in corrispondenza della fossa di Nankai si ha una velocità di convergenza delle placche di circa 4 centimetri all'anno, e questo provoca un terremoto di magnitudo 8 ogni 100-150 anni. Ma l'attività nel sud-est di Taiwan deriva dalla convergenza di quelle stesse due placche, ma qui quella del Mare delle Filippine spinge contro quella euroasiatica a una velocità doppia di quella registrata a Nankai." La regione di Taiwan sarebbe dunque protetta dai terremoti catastrofici proprio dal fatto che i frequenti terremoti lenti fungono da valvola di sicurezza contro un eccessivo accumulo degli stress.



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Fonte
http://www.lescienze.it/news/2009/0...








 

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