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La voce delle balene e i rumori dell'uomo

  Autore: n/a

  martedý 6 marzo 2012 ore: 00:00:00 - letto [ 2797 ]

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I rumori generati dalle navi, ma soprattutto quelli prodotti dai sonar, influiscono sul comportamento vocale di questi cetacei anche quando si collocano al di fuori delle bande di frequenza utilizzate dagli animali per comunicare fra loro

Alla luce del crescente livello di rumore di origine umana in mare, biologi ed etologi hanno da tempo sollevato il problema che l'alta intensitÓ di questo rumore possa avere un impatto sulla comunicazione tra le balene e i relativi comportamenti.

Gran parte degli studi condotti finora in proposito, tuttavia, si Ŕ concentrata, abbastanza naturalmente, sullo studio delle situazioni in cui le frequenze dei richiami degli animali e il rumore di origine antropica si sovrappongono.

L'impatto del rumore al di fuori di tali bande di sovrapposizione non aveva ricevuto altrettanta attenzione. A porre rimedio a questa lacuna arriva ora un articolo pubblicato sulla rivista on line "PLoS One", in cui viene descritto uno studio condotto da ricercatori della Scripps Institution of Oceanography, che hanno cercato di determinare se rumore di origine umana nella gamma di media frequenza (1-8 kHz) provocassee una risposta comportamentale nelle balenottere azzurre e, in caso affermativo, se vi fosse un particolare momento della giornata in cui gli animali erano pi¨ inclini a reagire a queste fonti antropiche.

I ricercatori hanno studiato in particolare gli effetti su una popolazione di balenottere azzurre (Balaenoptera musculus), una specie minacciata, presente durante l'estate al largo delle coste della California centro-meridionale. Questa popolazione produce tipicamente distinti suoni a bassa frequenza (100 Hz), noti come richiami D, associati al comportamento di foraggiamento. Si ritiene che la finzione di questi richiami sia quella di attirare altri soggetti o di mantenere la coesione all'interno del gruppo di foraggiamento.

Uno studio recente aveva rilevato che il rumore generato da una nave in transito pu˛ determinare

una interruzione dei richiami. In effetti, osservano i ricercatori, il rumore di una nave, chedi solito persiste una decina di minuti, Ŕ un rumore a banda larga, in cui peraltro la maggior parte dell'energia Ŕ solitamente concentrata alle basse frequenze, che si sovrappongono con le vocalizzazioni della balena. In questo nuovo studio, che si Ŕ proptratto per due anni, i ricercatori hanno invece constatato che per lo pi¨ la presenza di una nave genera, almeno a bassi livelli di disturbo, un aumento della probabilitÓ di vocalizzazione delle balene, verosimilmente per superare il rumore in modo da riuscire comunque a comunicare tra loro.

Per quanto riguarda l'uso dei sonar MFA (mid-frequency active), i ricercatori hanno invece rilevato che anche "livelli sonori di intensitÓ relativamente bassa causano una perturbazione tale da diminuire la probabilitÓ dei richiami D rispetto al nostro riferimento (assenza di rumore di origine antropica)". Ci˛ suggerisce, concludono gli autori, che una singola fonte sonar MFA potrebbe influenzare il comportamento vocale degli animali su un'area considerevole, considerato che della balenottere azzurre su una vasta regione marina, considerato che la distanza del sonar di prova utrilizzato dagli sperimentatori per questo tipo di esperimento non si trovava mai a distanze inferiori ai 6-8 chilometri dal gruppo di balene sotto osservazione.



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Fonte
http://www.lescienze.it/news/2012/0...








 

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