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Un nuovo materiale più nero del nero

  Autore: n/a

  lunedì 5 marzo 2012 ore: 00:00:00 - letto [ 2548 ]

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Realizzato dalla NASA rivestendo un substrato di silicio, nitruro di silicio e acciaio inossidabile con nanotubi di carbonio 10.000 volte più sottili di un capello umano, è in grado di assorbire più del 99 per cento della radiazione ultravioletta, visibile e infrarossa che incide su di esso.

Assorbe in media più del 99 per cento della radiazione ultravioletta, visibile e infrarossa che incide su di esso il nuovo materiale “ultra-nero” messo a punto da un gruppo di ingegneri Goddard Space Flight Center della NASA di Greenbelt, nel Maryland, che promette di aprire una nuova frontiera nelle tecnologie per le esplorazioni spaziali.

“I test di riflettenza hanno mostrato che il nostro gruppo ha esteso di 50 volte il range delle capacità di assorbimento dei materiali”, ha spiegato John Hagopian, che ha guidato la ricerca, i cui risultati sono stati resi pubblici durante la conferenza SPIE Optics and Photonics. “Sebbene altri ricercatori abbiano riportato livelli di assorbimento quasi perfetti principalmente nell’ultravioletto e nel visibile, il nostro materiale riesce a raggiungere le stesse prestazioni su diverse lunghezze d’onda, dall’ultravioletto all’infrarosso”.

Il segreto di tali meraviglie è nel rivestimento della superficie del materiale, costituito da un sottile strato di nanotubi di carbonio a multi-parete 10.000 volte più sottili di un capello umano. Questi sono posti in posizione verticale su vari materiali di substrato: è stata sperimentata la “crescita” su silicio, nitruro di silicio e acciaio inossidabile, materiali comunemente utilizzati negli strumenti scientifici che operano nello spazio).

Per riuscire nell’impresa, i ricercatori, e in particolare Stephanie Getty, hanno applicato uno strato di catalizzatore di ferro a un substrato di silicio, titanio e altri materiali, riscalndando poi il tutto a circa 750 °C in presenza di un gas contenente carbonio.

Nei test, il materiale ha dimostrato di assorbire il 99,5 per cento della luce nello spettro ultravioletto e visibile, e del 98 per cento nella banda di lontano infrarosso. “Il vantaggio rispetto ad altri materiali è il grado

di assorbimento, da 10 a 100 volte maggiore, in dipendenza dalla specifica banda di lunghezze d’onda” ha concluso Hagopian.

Lo studio sembra indicare che questo materiale nano-strutturato potrebbe essere particolarmente utile in diverse applicazioni aerospaziali, e in particolare per quelle ricerche scientifiche in cui è importante la soppressione del rumore ottico noto come stray-light. I minuscoli spazi esistenti tra i tubi raccoglie e intrappola infatti la luce, impedendo la riflessione multipla lungo le sue superfici.



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Fonte
http://www.lescienze.it/news/2011/1...








 

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