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Il silenzio migliora le capacità cognitive, test con le suonerie dei cellulari, non solo distraggono ma rallentano le capacità mentali

  Autore: Simona Marchetti

  giovedì 16 febbraio 2012 ore: 00:00:00 - letto [ 2725 ]

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Con il tempo, però, a forza di sentirle il nostro cervello si abitua e non ci fa più caso.

Volete ricordare le cose con facilità? Allora tenete il cellulare in modalità silenziosa, perché è stato dimostrato che le suonerie dei telefonini instupidiscono il cervello, soprattutto se la canzoncina che parte all’improvviso è nota e gradita. Per confermare la teoria, un team della Washington University di St. Louis ha condotto un esperimento particolare, nel quale la dottoressa Jill Shelton (a capo dell’équipe di scienziati) si è mescolata agli studenti di un’affollata lezione di psicologia della Louisiana State University (Lsu), lasciando suonare il cellulare nella borsa per 30 secondi buoni. Risultato: i voti ottenuti dagli studenti nei test eseguiti dopo la distrazione sonora sono stati peggiori del 25%, con la percentuale destinata ad aumentare quando il disturbo musicale veniva accompagnato dalla frenetica ricerca del dispositivo nella borsa da parte della studiosa.

INFLUENZE - «Molti considerano la suoneria del cellulare che squilla in un posto pubblico solo come un disturbo fastidioso», ha spiegato Shelton nello studio durato tre anni e pubblicato sul Journal of Environmental Psychology, «ma la nostra ricerca conferma che questi rumori possono avere un impatto negativo anche nella vita reale, perché queste apparentemente innocue distrazioni influiscono, e tanto, anche sulla nostra capacità di apprendimento». Non solo. Sempre il team americano ha poi scoperto che se la musichetta improvvisa del telefonino è una canzone conosciuta e che piace, come capita sovente per molte suonerie, l’impatto negativo sull’attenzione è ancora maggiore di quell’iniziale 25% e per di più duraturo.

POPOLARITÀ DELETERIA - «Quando abbiamo condotto l’esperimento usando una particolare canzone come suoneria (una versione strumentale dell’inno della Lsu per la squadra di football americano e, quindi, popolarissimo, ndr), abbiamo notato che il fattore distraente durava più a lungo», ha spiegato ancora Shelton, «rallentando anche il processo decisionale per un lasso di tempo superiore». In altre parole, in base alla popolarità di una determinata musica o al significato speciale che le viene attribuito (vedi le suonerie scelte a tema per identificare le singole chiamate), l’esposizione alla stessa potrebbe peggiorare notevolmente le capacità cognitive di una persona.

BLOCCO - Ma guardando il bicchiere mezzo pieno, c’è però un elemento confortante che emerge dallo studio: ovvero, che ripetendo più volte i test del medesimo esperimento dello squillo in libertà, gli studenti sono stati in grado di bloccare l’effetto disturbante delle suonerie (fossero esse standard o musicali), riducendo gradualmente la percentuale di distrazione cognitiva. «Questo dato», ha concluso l’esperta, «conferma come in realtà gli esseri umani siano in grado di abituarsi ai rumori fastidiosi che inizialmente recepiscono come fonte di distrazione, al punto da riuscire a non farci più nemmeno caso quando li sentono».



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Fonte
http://www.corriere.it/scienze_e_te...








 

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