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Gli aborigeni australiani sono la razza umana più vecchia

  Autore: Manuela Campanelli

  sabato 15 ottobre 2011 ore: 00:00:00 - letto [ 5923 ]

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Nel loro Dna ci sono tracce di incroci con i neandertal e i denisoviani, ominidi recentemente scoperti in Siberia

Chi sono i discendenti più vecchi dei primi uomini che si sono avventurati fuori dall’Africa? Gli aborigeni australiani, sembrerebbe essere la risposta più accreditata al momento, secondo uno studio eseguito di recente, pubblicato su Nature, che ha sequenziato l’intero genoma delle cellule contenute in un ciuffo di capelli, raccolto novant’anni fa da un etmologo inglese in viaggio tra Sydney e Perth. «Questi nostri antenati pare si siano messi in cammino 70 mila anni fa, partendo probabilmente dal Corno d’Africa per arrivare in Asia e quindi in Australia passando per l’India», spiega Marco Peresani, ricercatore presso il dipartimento di biologia ed evoluzione dell’Università di Ferrara. «Durante il loro viaggio verso oriente si sono senz’altro imparentati con i neandertaliani, come dimostra la presenza nel loro Dna di sequenze genetiche da essi provenienti. E questo ce lo si aspettava, in quanto incroci simili erano già stati riscontrati in molte altre popolazioni. Più sorprendente è stata invece la scoperta nel loro genoma di tracce di Dna appartenente ai denisoviani, una nuova specie di ominidi vissuti in Asia 44 mila anni fa e individuata di recente dagli archeologi russi sequenziando materiale genetico proveniente da un pizzico di polvere di osso ritrovato un anno fa nella grotta Denisova in Siberia. Segno che gli aborigeni australiani hanno incontrato altri popoli sul loro cammino che già risiedevano in quelle terre».

UN COMPLICATO PUZZLE - Fino a ora si credeva che gli antichi abitanti della Papua Nuova Guinea fossero gli unici uomini moderni i cui antenati erano entrati in contatto con i denisoviani. Ma non pare sia stato così. Secondo gli scienziati dell’Harvard Medical School a Boston (Usa) e quelli del l'Istituto Max Planck a Lipsia, i denisoviani si erano imparentati non solo con gli aborigeni australiani ma anche con alcuni gruppi di popolazioni filippine. A sostenere questa ipotesi sono stati proprio i risultati scaturiti dall’analisi del loro Dna che, essendo altamente riconoscibile anche se presente in piccoli volumi, si comporta come un mezzo di contrasto usato in medicina per rendere visibili i vasi sanguigni di un paziente: rilevandolo si può seguire l’evoluzione degli esseri umani.

DUE ONDATE MIGRATORIE - Utilizzando questo insolito marcatore, gli scienziati hanno scoperto che gli uomini moderni hanno probabilmente popolato l’Asia con due principali migrazioni: la prima, avvenuta tra il 75 mila e 62 mila anni fa, che ha portato verso l’Asia Sud-orientale anche gli aborigeni australiani, e una seconda, datata tra 38 mila e 25 mila anni fa, che ha sospinto in quelle zone la maggior parte degli odierni abitanti. Alcuni membri appartenenti alla prima ondata si sono accoppiati con i denisoviani, tuttavia già spariti quando è arrivata la seconda migrazione.



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Fonte
http://www.corriere.it/scienze_e_te...








 

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