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L'auto si guiderà con il pensiero

  Autore: n/a

  lunedì 3 ottobre 2011 ore: 00:00:00 - letto [ 2773 ]

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Analisi dell'attività cerebrale, movimenti oculari ed esame dell’ambiente circostante con i sensori della vettura

Prima di dire che è solo fantascienza, leggete sino in fondo. I veicoli del futuro si guideranno con il pensiero. Se il guidatore penserà di voler girare a sinistra, la vettura si preparerà a effettuare la manovra selezionando velocità e posizione ideale dell'auto nella carreggiata affinché la svolta possa essere completata in sicurezza. Fantascienza? Forse, ma anche i telefonini agli inizi degli anni Sessanta si vedevano solo tra le «diavolerie» utilizzate da James Bond nei film di 007.
STUDI - L'auto che legge il pensiero è uno dei progetti su cui Nissan sta lavorando con l’obiettivo della sicurezza della guida. Anche in Germania sono in corsi studi in questo settore. La casa automobilistica giapponese, in collaborazione con l’École Polytechnique Fédérale di Losanna (Epfl), ha condotto ricerche e analisi sui sistemi d’interazione tra macchina e mente umana – Brain Machine Interface (Bmi) - che già oggi consentono a soggetti diversamente abili di manovrare le sedie a rotelle attraverso l’utilizzo del pensiero. La fase successiva prevede l’adattamento dei processi di Bmi alla vettura – e quindi al suo conducente.

SISTEMI COMPLESSI - «L’idea di base è fondere insieme l’intelligenza umana con quella del veicolo in modo da eliminare i potenziali conflitti tra di loro, assicurando un’esperienza di guida più sicura», ha spiegato José del R. Millán, responsabile del progetto al Politecnico svizzero. L'interfacciamento cervello-macchina è un campo dove sono in corso studi approfonditi da anni, ma per le applicazioni pratiche sono necessari livelli di concentrazione molto alti. Per questo motivo, Nissan ed Epfl stanno sviluppando sistemi che, sfruttando le analisi statistiche, consentano di prevedere le intenzioni del guidatore e valutarne lo stato cognitivo e le reazioni a livello cerebrale rispetto all’ambiente circostante. I sistemi sono complessi e passano attraverso la misurazione dell’attività della mente umana, l’analisi degli schemi dei movimenti oculari, e l'esame dell’ambiente che circonda il veicolo grazie a sensori presenti sulla vettura. Tutto ciò dovrebbe consentire di capire e anticipare le intenzioni del guidatore, come svoltare, effettuare un sorpasso o cambiare corsia, e in questo modo aiutarlo a compiere le manovre in sicurezza.

SOLUZIONI - Lucian Gheorghe, un ricercatore della Nissan che ha studiato i nuovi modi per adattare i programmi di neuroscienza allo sviluppo dell'automobile, in estate si è unito agli scienziati del Politecnico di Losanna. «L’analisi delle onde cerebrali mi ha aiutato a comprendere il carico di stress cui è sottoposto un individuo in fase di guida e a cercare, quindi, di ridurlo», ha detto il tecnico. «La nostra collaborazione con Epfl ci permetterà di offrire un valido contributo alla comunità scientifica, ma anche di trovare soluzioni ingegneristiche che ci avvicinino all’obiettivo di facilitare l’accesso alla mobilità personale rendendola disponibile per tutti», ha dichiarato.



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Fonte
http://www.corriere.it/scienze_e_te...








 

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