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Rossi e Focardi scoprono la fusione fredda, E-Cat (Energy Catalyzer) verra prodotto in Grecia e l'Italia non fa nulla.

  Autore: n/a

  domenica 4 settembre 2011 ore: 00:00:00 - letto [ 20396 ]

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stavolta sembra vero
Un congegno grande quanto una stufetta a gas, potrebbe cambiare il mondo.
E’ un invenzione di due ricercatori italiani che può produrre una quantità infinita di energia pulita, messa a punto dall’ingegniere chimico
Andrea Rossi e il professore di fisica Sergio Focardi, dell’Università di Bologna.

I due nostri ingegnosi connazionali hanno già dimostrato, davanti ad altri accademici, la validità della loro invenzione. Infatti in gennaio hanno effettuato una dimostrazione, dove hanno permesso ai loro colleghi di fare dei test sul loro dispositivo. L’hanno chiamato Energy catalyzer, secondo loro è in grado di fare la mitica fusione fredda, riuscendo a far fondere atomi di idrogeno con atomi di nichel. Così facendo riuscirebbe a produrre una quantità di energia pressoché infinita, rappresentando a tutti gli effetti la soluzione dei problemi energetici del nostro pianeta. Niente più dipendenza da petrolio e combustibili fossili in generale, niente più costosissimi pannelli solari o sgradevoli pale eoliche.

La cosa sorprendente è che l’invenzione non è a livello embrionale, la fase di studio è finita, è quasi pronta per la realizzazione in serie, addirittura prima della fine dell’anno.
Incredibile vero? Ne avete sentito parlare sulle principali testate giornalistiche nazionali? No vero, in effetti l’invenzione è stata praticamente snobbata dalla stampa che conta; speriamo che se ne accorgano al più presto e le diano l’importanza che merita.

Comunque per tornare ai risultati dell’esperimento, sono stati usati 600wh e ne sono stati prodotti 12000, venti volte di più. Secondo l’ingegner Rossi in realtà la resa potrebbe essere di molto superiore.
I costi sarebbero irrisori, come dice lo stesso Rossi: “I costi? Posso dire che l’apparecchiatura costa duemila euro per Kilowatt di potenza e funziona con un grammo di nichel”- in più aggiunge- “Dietro questo processo non c’è una base teorica: per quale motivo avvengono questi risultati lo abbiamo solo ipotizzato” .
Insomma speriamo per il bene di noi tutti che sia la volta buona.
Ecco il video dell’esperimento.


Aggiornamento da
http://www.italiamagazineonline.it
di Marco Milano

E-Cat, un’invenzione dell’ ing. Andrea Rossi sulla base degli sudi del professor Sergio Focardi dell’Università di Bologna, ha visto una prima presentazione ufficiale già il 14 gennaio scorso a Bologna, nella zona industriale Roveri. In quell’occasione, l’Energy Catalyzer – in sostanza un reattore a fusione fredda – si è garantito l’attenzione di esperti, cultori e curiosi principalmente sparsi per la rete, nonostante la portata di un evento (di impatto) : la perfomance del dispositivo ha prodotto, riportano i testimoni, una quantità di energia sotto forma di calore pari a circa 20 volte più di quella immessa in ingresso. Ma se si parla di fusione fredda, il muro di scetticismo diventa quasi invalicabile. Fin dal 1989, quando Fleischmann e Pons ne annunciarono la scoperta, una parte dei ricercatori di tutto il mondo hanno cercato di replicare il fenomeno, trovare il modo di utilizzarlo per produrre energia, a fronte di chi ha proposto diverse teorie per confutarlo.
Questo tipo di reazione, indicata anche come LENR_Low Energy Nuclear Reactions, appartiene alla famiglia delle reazione nucleari a bassa energia: si differenzia dalla più nota reazione calda per i valori estremamente più bassi di temperatura e pressione a cui opera, grazie al supporto di un catalizzatore – come ad esempio il palladio. Nel caso dell’ E-Cat, sono stati l’idrogeno e pochi grammi di nichel a fondere i loro nuclei, rilasciando energia (12 Kw per 0,6 Kw immessi) e una parte di rame come residuo – nello specifico, è un protone dell’idrogeno ad entrare nel nucleo del nichel, trasformandolo in rame. La comunità scientifica, nel frattempo, si è subito divisa nell’accettare l’esperienza di Bologna come una vera reazione fredda o come qualche altro fenomeno di natura ancora poco chiara. Uno dei motivi di scetticismo è cautela è la mancata produzione di fotoni, che i rilevatori presenti nel capannone dove si è effettuato l’esperimento non hanno registrato, cosa che invece dovrebbe avvenire in reazioni del genere.
Focardi si era espresso, in quei giorni, cercando di dimostrare che l’esperimento aveva prodotto un’efficienza energetica senza precedenti, pur ammettendo un margine di interpretazione sul processo considerando la non completa dimostrabilità del processo. In alternativa, spiegava Focardi, si dovrebbe stabilire che il principio di conservazione dell’energia è violabile. In realtà, Rossi e Focardi aveva potuto osservare risultati simili già in precedenza, fin dal 2008 – un articolo pubblicato sul Journal of Nuclear Physics ( “A new Energy source from nuclear fusion”) elenca e spiega i risultati di sei esperimenti analoghi, in cui si è utilizzata l’energia prodotta per alimentare generatori e riscaldare ambienti.
Dei segnali di apertura son arrivati da due fisici svedesi, Sven Kullander e Hanno Essèn, convinti dell’affidabilità del processo, possibile dal punto di vista cinetico, nonostante ci siano molti dettagli non compresi dal momento che l’invenzione di Rossi e Focardi non è ancora stata descritta completamente. Il reattore testato in laboratorio presenta vantaggi di tipo tecnico, come le dimensioni ridotte e i rischi contenuti garantiti da una schermatura in piombo in grado di bloccare la diffusione di raggi gamma, e di tipo economico, considerando che sono sufficienti pochi grammi di Nichel per produrre quantità di energia utile con una spesa di poche migliaia di euro per chilowattora.
La potenziale riproduzione su scala industriale della macchina bolognese sta già trovando un’applicazione pratica, col coinvolgimento di Rossi nel progetto di una centrale da 1 Mw in Grecia, mettendo in rete i suoi catalizzatori, che dovrebbe partire il prossimo ottobre. La scelta di Rossi di accettare l’offerta greca è dovuta alla relativa maggiore facilità di avviare un processo industriale, piuttosto che commerciale, considerando anche il momentaneo limitato interesse italiano per l’idea innovativa.
Non si può ancora dire se si tratta dell’auspicata rivoluzione energetica ‘pulita’. Ma qualcosa a Bologna è successo e non si può ignorarlo.



Aggiornamento del 30.01.2012Prenotazione e acquisto dell'e-cat
Potete già ordinare senza impegno un prossimo ecat a fusione fredda, più lo prenoteranno, meno costerà.
Questo è il sito ufficiale http://ecat.com/


Low Energy Nuclear Revolution from Giacomo Guidi on Vimeo.




 * Click sulla foto per ingrandirla


allegato, e-cat_casalingo.jpg


Foto del prototipo casalingo

 

Link

Fonte
http://notiziefresche.info/rossi-e-...

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Fonte
http://www.italiamagazineonline.it/...

Link

Aggiornamento al 28.10.2011
http://pesn.com/2011/10/28/9501940_...

Link

SITO UFFICIALE E-CAT
http://ecat.com/...

Youtube



Energy Catalyzer Bologna University Test 1/3:

Youtube



Energy Catalyzer Bologna University Test 2/3:

Youtube



Energy Catalyzer Bologna University Test 3/3:

Youtube



October 28 2011 Test of the 1 MW E-Cat Cold Fusion Device by Andrea Rossi:

Youtube



Earlier 1MW Devices by Andrea Rossi during October 28 2011 Test of the 1 MW E-Cat:








 

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