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Metyrapone, il farmaco che cancella i ricordi spiacevoli

  Autore: Francesca Petrera

  domenica 4 settembre 2011 ore: 00:00:00 - letto [ 5497 ]

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Fantascienza o realtà?
NOTIZIE – Nel film di Michel Gondry del 2004, dopo essere stato lasciato da Kate Winslet, Jim Carrey si rivolge a una clinica per far cancellare dalla sua mente il ricordo della fidanzata e iniziare una nuova vita senza rimpianti.

Sostanzialmente è quello che è stato proposto in questi giorni sulle pagine del Journal of clinical endocrinology and metabolism: un gruppo canadese ha utilizzato il metyrapone su 33 volontari per cancellare i ricordi negativi, senza danneggiare il ricordo generale degli eventi. Ma come è possibile agire sulla memoria del nostro cervello?

Ai volontari è stata fatta vedere una serie di diapositive con una storia composta da eventi neutri ed eventi negativi. Tre giorni dopo questi sono stati divisi in tre gruppi: al primo gruppo è stata somministrata una singola dose di metyrapone, il secondo gruppo ha ricevuto una dose doppia, mentre al terzo gruppo è stato dato un placebo. A quattro giorni di distanza è stato poi chiesto di ricordare la storia appena raccontata ed è stato misurato il ricordo che ognuno aveva conservato. Si è visto che sopra a una certa dose del farmaco i volontari non erano in grado di ricordare gli eventi negativi, mentre non avevano subito alcuna alterazione delle parti neutre delle storia. I ricercatori hanno quindi ottenuto un effetto selettivo di alterazione della memoria.

Ma come può essere possibile modulare i nostri ricordi attraverso un farmaco? Il metyrapone (o Metopirone, questo è il nome commerciale della sostanza) ha l’effetto di ridurre i livelli di cortisolo bloccandone la sintesi da parte delle ghiandole surrenali. Il nostro organismo aumenta la produzione di questo ormone (appartenente alla categoria dei glucocorticoidi) in condizioni di stress, ma è stato visto che è anche associato alla formazione dei ricordi.

L’alterazione dei livelli di cortisolo nel momento del richiamo di ricordi passati può ridurre le emozioni negative ad essi associate associate, e l’effetto sembra persistere anche quando i livelli dell’ormone ritornano normali.

La ricerca offre una speranza alle persone che soffrono di sindromi come il disordine da stress post-traumatico e può aiutare ad affrontare eventi traumatici, offrendo la possibilità di cancellare i ricordi dolorosi con una terapia farmacologica, come un colpo di spugna che cancella quello che non vorremmo aver vissuto.

Nonostante i risultati degli esperimenti condotti sui volontari sembrino promettenti, lo studio non è stato eseguito su soggetti che hanno realmente subito un trauma, e resta da vedere se risultati simili possono essere confermati. Inoltre i ricercatori stanno ora lavorando su sostenze analoghe al metyrapone, per valutarne gli effetti, ottimizzare il trattamento e acquisire una migliore comprensione dei meccanismi cerebrali coinvolti nella modulazione dei ricordi negativi.

Gli studi sulla memoria e la modulazione dei ricordi non sono una novità assoluta e sono già arrivati sulle prime pagine dei giornali, come nel caso del propanololo. Questo tema apre il dibattito all’etica e alla pericolosità dell’applicazione di questi trattamenti farmacologici in grado di modificare i nostri ricordi (in maniera permanente?) cambiando necessariamente la percezione della realtà. Non ci resta che aspettare e vedere quali saranno i prossimi sviluppi.



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http://oggiscienza.wordpress.com/20...








 

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