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Il massaggio rilassa chi lo fa è reciproco l'effetto antistress

  Autore: SARA FICOCELLI

  sabato 30 luglio 2011 ore: 00:00:00 - letto [ 3982 ]

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Una ricerca dell'università inglese di Bristol pubblicata su Biology Letters ha osservato questo meccanismo in 20 gruppi di woodhoopoe verde. Gli esperti: "Fondamentale l'empatia"

SDRAIARSI sul lettino, chiudere gli occhi e godersi un massaggio svedese, ayurvedico o shiatsu è un momento di piacere. Per chi lo fa e per chi lo riceve. La più antica forma di terapia fisica, l'unica priva di effetti collaterali e adatta a tutte le età è infatti talmente virtuosa che non solo fa bene a chi si lascia massaggiare, ma anche a chi "impasta", come dicevano i greci - il termine deriva dal loro massein, modellare, lavorare la materia.

Una ricerca dell'università inglese di Bristol pubblicata su Biology Letters ha osservato questo meccanismo in 20 gruppi di woodhoopoe verde (Phoeniculus purpureus), un uccello sudafricano che vive in comunità di una dozzina di individui, tutti con la curiosa abitudine di lisciarsi reciprocamente le penne. Secondo gli esperti lo farebbero proprio per scaricare la tensione. "Lisciarsi con il becco riduce lo stress e aumenta la coesione del gruppo", spiega il ricercatore Andy Radford, che ha condotto lo studio. A elargire massaggi sono infatti quasi sempre i membri più deboli che, secondo Radford, "lisciano" quelli dominanti più per trarre un vantaggio personale che altro, perché questa azione li aiuta a scaricare la tensione e a sentirsi accettati e protetti.

Non è la prima volta che questo fenomeno viene studiato sugli animali: dai gorilla ai macachi (quelli neri, secondo un altro studio pubblicato su Biology Letters, si spulcerebbero a vicenda per combattere lo stress) la funzione "doppia" del massaggio incuriosisce gli scienziati fin dagli anni '60, ma nessuno ha mai pensato che negli uccelli lisciarsi le penne potesse avere una funzione diversa dal farsi la toeletta a vicenda. E invece no, anche loro si massaggiano, e lo fanno col pragmatismo proprio del mondo animale, perché da questa attività traggono giovamento un po' tutti, donatore e ricevente.

Secondo Leandro Palomba, presidente dell'Associazione italiana massaggiatori sportivi, la tesi dimostrata per il mondo animale è applicabile anche agli uomini, perché proprio nell'uomo il massaggio è dotato di una componente psicologica fortissima. "Quando massaggiamo un paziente/cliente - spiega - l'empatia che si instaura con lui è totale: se manca, non può esserci nessun giovamento concreto, perché questo legame è parte integrante della terapia. Se il massaggiatore lavora con serenità, sui tessuti di una persona che ha bisogno di trarre giovamento dalle sue mani, inevitabilmente si rilassa. Il relax reciproco è anzi indice della qualità di tutta l'operazione".



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Fonte
http://www.repubblica.it/scienze/20...








 

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