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Cani, la rivincita dei bastardini. Il dna svela gli antenati dei meticci

  Autore: FLAMINIA FESTUCCIA

  martedì 22 settembre 2009 ore: 00:00:00 - letto [ 4582 ]

Elvis2.jpg, In foto il bastardino 'Elvis' che ha recitato nel film 'Prigioniero di un segreto

Negli Stati Uniti basta inviare un campione di sangue o saliva per scoprire la razza dei progenitori del proprio meticcio. E sul web è già mania

CHI, guardando il muso del proprio bastardino, non si è chiesto almeno una volta quali razze canine abbiano dato il loro contributo per renderlo così unico? A volte sapere qualcosa dei genitori può essere utile per ipotizzare la futura taglia del cucciolo, altre per identificare malattie ereditarie tipiche di alcune razze. Ma più spesso è semplicemente la curiosità ad avere il sopravvento. Le orecchie a punta le avrà prese da un pastore tedesco? Il colore del pelo da un labrador? E la coda a ricciolo viene da un antenato husky oppure da un cane da pastore?

Un gruppo di società americane promette di dare risposta a questi dubbi. Il servizio è disponibile per il momento solo negli Stati Uniti, dove si può acquistare o farsi inviare per posta il kit per la raccolta del campione e mandarlo alla sede più vicina della compagnia. Dopo poche settimane arriva a casa il responso, con tanto di certificato e foto.

L'esperimento del Wall Street Journal. Le società che attualmente propongono il servizio sono quattro, e il Wall Street Journal ha deciso anche di testarle grazie a Parrot, il cane meticcio di una giornalista. I prezzi per i test variano da 60 a oltre 120 dollari, alcuni si basano sulle cellule raccolte con un tampone all'interno della guancia del cane, altri richiedono un campione di sangue. Il vero limite, come risulta dall'esperimento del Wall Street Journal, è il fatto che non tutte le razze pure sono presenti nella banca dati delle diverse società, e così i quattro risultati sono stati tutti diversi. Il responso più attendibile (ma anche il più costoso) è venuto dalla Mars Veterinary, che ha potuto paragonare il Dna di Parrot con quello di 160 razze, mentre le altre compagnie hanno a disposizione molto meno materiale. Secondo il test della Mars, Parrot è risultato un mix di bull terrier e american staffordshire terrier, con tracce meno evidenti di altre razze, risultato che corrisponde abbastanza fedelmente all'aspetto fisico del cane.

Ci vuole un po' di fortuna, quindi: sperare che il proprio bastardino non sia un mix troppo confuso (i test sono attendibili solo per percentuali abbastanza alte di patrimonio genetico), e che le razze dei suoi antenati siano catalogate nel database della società a cui ci si rivolge. Nel caso di Parrot, ad esempio, l'american staffordshire terrier era presente soltanto nella banca dati della Mars, cosa che è stata confermata anche dalle altre società a cui si sono rivolti i proprietari di Parrot per il test. E i genetisti concordano: il Dna dei cani può variare molto da individuo a individuo anche all'interno della stessa razza, e i test sono attendibili solo quando una gran parte del patrimonio genetico combacia.

La mania sul web. Ma la verità è che ai proprietari dei bastardini questa novità è piaciuta moltissimo. Nel paese dei "bastardi di razza" (incroci come il labradoodle e il puggle, frutto dell'accoppiamento di due genitori "puri", molto di moda tra le celebrities), è facile che venga voglia di scovare gli antenati illustri del proprio meticcio. Sul web in tanti raccontano la propria esperienza, qualcuno con disappunto - "il mio cane non assomiglia a nessuna delle razze indicate dal test" si lamentano - ma la maggior parte con entusiasmo. Su molti siti e forum frequentati dai proprietari di meticci sono stati lanciati anche i concorsi del tipo "indovina la razza", con i test del Dna gentilmente messi a disposizione dai laboratori di analisi.

Noi dobbiamo accontentarci di tirare a indovinare on line, dove la Mars Veterinary ha creato un gioco in cui provare a identificare gli antenati del nostro cane analizzando la forma di muso, coda e orecchie. In attesa che la novità arrivi anche in Italia, però, i nostri cani rimarranno i soliti simpatici, semplici, unici bastardi.



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http://www.repubblica.it/2009/09/se...








 

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