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Polpo vivo, larve di falena i cibi più strani del mondo

  Autore: SARA FICOCELLI

  martedì 22 settembre 2009 ore: 00:00:00 - letto [ 7322 ]

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Il sito virtualtourist. com ha stilato una classifica dei dieci piatti più bizzarri. Al primo posto una versione taiwanese del sanguinaccio di maiale. C'è anche il nostro prosciutto d'asino

Mangereste un polpo vivo, che si muove terrorizzato nel piatto? Per i sudcoreani questa portata è una prelibatezza: il polpo vivo si mangia ovunque e piace soprattutto ai ragazzi, che fanno a gara a ingurgitare velocemente i palpitanti "involtini".

Il sito virtualtourist.com ha stilato una classifica dei dieci cibi più bizzarri del mondo, lasciando intendere che quando si tratta di cucina il concetto di stranezza è relativo se non inconcepibile. Nell'elenco troviamo infatti anche un piatto italianissimo, l'asino, molto amato sia stracotto che bollito dal Lazio al Piemonte eppure guardato con sospetto se non incredulità in molti Paesi, che mai si sognerebbero di cucinare un animale così versatile.

E a proposito di versatilità, il primo premio se lo aggiudica l'animale di cui non si butta via nulla: il piatto più strano del mondo - secondo il sito - è infatti una versione del nostro sanguinaccio: la torta di sangue di maiale, che a Taiwan viene mangiata come snack. Può capitare di trovarla nelle friggitorie al fianco di altri dolci cotti nell'olio, ma si mangia anche umida, immersa in un brodo aromatico.

Il secondo posto se lo aggiudica il già citato polpo vivo della Corea del Sud: nei ristoranti di questo Paese questi animali vengono arrotolati intorno a dei bastoncini e poi inzuppati in una salsa saporita. A questo punto sono pronti per essere serviti: quello che si dice un piatto veloce.

Terza si piazza l'Uganda con le cavallette, che vengono catturate durante la stagione piovosa e poi consumate sia cotte che crude. Chi le ha mangiate ne dice un gran bene, pare infatti che abbiano un sapore simile a quello della patatina fritta e che siano anche molto più salutari. Ad ali e zampette però è meglio non pensare.

Al quarto posto troviamo il piccione. In Francia è una specialità e guai a dire a uno chef parigino che il pennuto che sta facendo a pezzi si nutre di tutto ciò che trova, perché potrebbe rispondervi che anche la cozza lo fa, ed è comunque prelibata. Di fatto la carne del piccione è più saporita di quella del pollo ed è per questo che un piatto di piccione arrosto costa molto di più di uno di pollo con le patate.

Al quinto posto troviamo il Durian, un frutto del Sudest Asiatico dal caratteristico odore di piedi. La forma elegante e il sapore gradevole contrastano con la puzza di questo singolare prodotto della natura, che può essere lungo anche 30 centimetri e misurarne 15 di diametro. I suoi detrattori sostengono che sia meglio mangiare un frutto insipido e inodore di uno che olezza in modo così pestilenziale. Su youtube si possono addirittura trovare dei video che mostrano come sia possibile resistere al puzzo di feci, uova marce e vomito per 22 secondi consecutivi, ma solo per 8 a quello del Durian. Che però a quanto pare è molto amato in Malaysia.

Sesto posto per il lutefisk, il più tipico piatto di stoccafisso preparato in Norvegia, Svezia e alcune regioni degli Stati Uniti (abitate da discendenti di immigrati scandinavi), dove costituisce il must del Natale. Il nome deriva da "lutche" (soda caustica) e "fisk" (pesce). La preparazione prevede una lavorazione di 14 giorni prima della cottura: inizialmente il pesce è lasciato in acqua per sei giorni, poi viene messo in una soluzione di idrossido di sodio per due giorni. Questo trattamento determina una denaturazione delle proteine e fa sì che il prodotto assuma una consistenza gelatinosa e diventi addirittura velenoso. Per poter essere consumato deve subire un secondo ammollo di 6 giorni, durante i quali l'acqua viene cambiata frequentemente per allontanare la soda caustica. Solo a questo punto il lutefisk può essere cucinato e servito, accompagnato da patate e lefsa, sorta di piadine, abbondantemente imburrate.

In Australia invece vanno forte le larve: settimi infatti questi piccoli insetti bianchi e ricchi di proteine. Tra le più gettonate quelle di falena, un tempo parte integrante della dieta degli Aborigeni.
All'ottavo posto della classifica c'è lo Snake Wine, letteralmente il "Vino al serpente", una bevanda alcolica che si può trovare facilmente nello Snake Village vicino Hanoi, in Vietnam, ma anche in altri paesi del sud est asiatico. Si tratta di un vino ottenuto dal riso che si lascia fermentare per mesi in compagnia di serpenti, tartarughe, scorpioni, insetti e persino uccelli. Pare che abbia proprietà terapeutiche e il suo sapore è talmente forte che va buttato giù tutto d'un fiato.

Penultimo tra i cibi più strani del mondo è appunto l'asino italiano, segnalato soprattutto sottoforma di prosciutto, ma forse, all'estero, non sanno del prelibato ragù d'asino, piatto della tradizione mantovana. All'ultimo posto c'è lo struzzo, cucinato tradizionalmente in Sudafrica (e arrivato da qualche tempo anche sulle nostre tavole). La sua carne è ideale per chi soffre di colesterolo, perché ricca di proteine e molto magra.



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