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Le formiche sopravvivono alle inondazioni utilizzando il loro corpo come una zattera. Il video

  Autore: Simona Cerrato

  domenica 8 maggio 2011 ore: 00:00:00 - letto [ 4556 ]

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In caso di alluvione, le formiche Solenopsis invicta costruiscono zattere fatte di migliaia di individui in grado di navigare anche per mesi, e garantire così la sopravvivenza della colonia.

Originarie delle foreste del Brasile, dove le alluvioni avvengono periodicamente, le formiche Solenopsis invicta hanno elaborato molte strategie di sopravvivenza: sono per esempio capaci di costruire ponti o scale, sempre usando sé stesse come materiale edile. Ora un gruppo di ingegneri della Schools of Mechanical Engineering, Industrial and Systems Engineering, and Biology, del Georgia Institute of Technology, di Atlanta (USA) ha scoperto che sono anche in grado di costuire delle zattere in grado di navigare per lunghissimi periodi, mentre una formica da sola potrebbe sopravvivere per alcuni minuti. In questo modo l’intera colonia può raggiungere un terreno asciutto e salvarsi.

Dato che la tensione superficiale è generalmente troppo bassa per sostenere una massa composta da migliaia di formiche il problema di come faccia a galleggiare una struttura fatta da migliaia di formiche non è così ovvio. Per scoprire i dettagli della tecnica gli ingegneri hanno usato riprese al rallentatore.

Le formiche si tengono insieme usando le mandibole e le zampe posteriori formando una struttura che intrappola aria al suo interno aumentando così la capacità di galleggiamento. La struttura è resistente ma non troppo, dato che si riesce a separare le formiche della zattera con le dita senza ferirle.

Per osservare il processo di formazione di una zattera, i ricercatori hanno preso un gruppo di formiche composto da migliaia di individui e lo hanno messo in un contenitore di vetro: le formiche immediatamente si riuniscono formando una ammasso poroso e viscoelastico. Questi ammassi di formiche, se messi su una superficie piana, si disgregano e le formiche se ne vanno individualmente in ogni direzione. Se invece l’ammasso lo si mette in un acquario, in pochi minuti le formiche si dispongono a formare una zattera collegandosi fra di loro in modo opportuno. In pochi minuti la struttura è stabile e ha assunto la forma di una specie di disco piatto. Questa struttura è più galleggiante, idrorepellente e stabile di quanto siano le formiche singolarmente. Può essere costruita in tempi brevi, circa 100 secondi, senza l’utilizzo di attrezzi e può ospitare migliaia di passeggeri senza sacrificarne nessuno. Ma la cosa più straordinaria — dicono gli autori della ricerca — è che è autoassemblante, cosa che, fra l’altro, permette alle zattere di autoripararsi. Infatti se vengono manualmente rimosse le formiche dalla superficie superiore della zattera, queste vengono immediatamente rimpiazzate da altre da sotto in modo da mantenere lo spessore costante. Sembra quindi che le formiche siano anche in grado di valutare quanti individui sono sistemati sulla zattera, capacità che era già stata osservata nella costruzione di ponti.

Molte di questa caratteristiche dipendono dalle piccole dimensioni delle formcihe, quindi se si volesse applicare lo stesso metodo a strutture adatte agli umani si dovrà tenere conto di questo fatto.



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Fonte
http://oggiscienza.wordpress.com/20...

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Il video delle formiche che utilizzano il loro corpo come zattera:








 

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