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Omega3 e grassi insaturi: la dieta del buon umore

  Autore: n/a

  lunedì 31 gennaio 2011 ore: 00:00:00 - letto [ 4568 ]

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Il cibo puo' influenzare l'umore. Una dieta povera di grassi omega-3, infatti, mette a rischio l' umore, rendendo inclini a ansia e depressione. Lo rivela uno studio su cavie pubblicato sulla rivista Nature Neuroscience da Sophie Laye' e Olivier Manzoni dell'Istituto di neurobiologia dell'Istituto di Neurobiologia dell'Inserm di Marsiglia.

Mentre un'altra ricerca, che ha visto coinvolti ben 12.000 volontari di eta' media di 37 anni, pubblicata sulla rivista PLoS One, mostra che una dieta troppo ricca di grassi trans e grassi saturi e' associata a un rischio di sviluppare depressione del 48% piu' alto del normale. Che il cibo possa influenzare l'umore e altri tratti psicologici, nonche' le funzioni cognitive, e' ormai oggetto di interesse di numerosi gruppi di ricerca nel mondo.

Questi due lavori mostrano che i grassi, ben noto fattore di rischio cardiovascolare, potrebbero avere un peso anche sulla salute della psiche. Il gruppo di Manzoni ha studiato cavie nate da madri alimentate con una dieta povera di omega-3 (grassi buoni presenti nel pesce) e svezzati con la stessa dieta.

Questi topolini hanno comportamenti indicativi di ansia e depressione. I topi presentavano inoltre ridotta plasticita' neurale nella corteccia prefrontale e a livello del nucleus accumbens, due aree legate a disturbi dell'umore. L'altro studio, invece, diretto da Almudena Snchez-Villegas, dell'Universita' di Las Palmas (Gran Canaria), mostra risultati analoghi su persone il cui stato di salute e' stato monitorato per un lungo periodo di tempo.

Gli studiosi spagnoli hanno trovato una stretta correlazione tra il tipo di dieta di ciascuno e il rischio depressione. Piu' e' alto il consumo di grassi trans e saturi, maggiore e' il rischio depressione. Viceversa, piu' e' alto il consumo di olio d'oliva e grassi polinsaturi, minore e' questo rischio.





Aggiornamento del 31.01.2011I grassi saturi
Spesso sentiamo parlare di grassi saturi dai nutrizionisti, come i veri nemici delle arterie, poiché accusati di aumentare il colesterolo e favorire di conseguenza l'insorgenza delle malattie cardiovascolari.

Se è sicuramente vero che ridurre i grassi saturi comporta un abbassamento del colesterolo (pari all'1% per una riduzione dell'1% dei grassi saturi), è altrettanto vero che questa diminuzione comprende anche il colesteolo buono (HDL), e quindi una parte dell'effetto benefico è vanificata. Infatti, secondo il Multiple Risk Factor (lo studio numericamente più grande sul colesterolo), il rischio di cardiopatia ischemica aumenta dell'1% per ogni mg di colesterolo totale in più mentre l'aumento di colesterolo HDL è associato alla diminuzione del rischio di infarto del 4,4% per ogni mg. Inoltre, portare i grassi saturi dal 15% al 6% comporta un aumento del 15% della lipoproteina (a), coinvolta nel processo di formazione degli ateromi.

Una dieta corretta, secondo le più recenti linee guida per una corretta alimentazione, dovrebbe comprendere una quantità di grassi saturi inferiore al 10%. Considerando una quota lipidica pari al 30% delle calorie totali, si scopre che i grassi saturi possono essere assunti in quantità identica rispetto ai monoinsaturi e polinsaturi. Non si vede quindi la necessità di demonizzarli in questo modo.
È sicuramente vero che le nostre abitudini alimentari e altri fattori che vedremo tendono a farci assumere troppi grassi saturi a scapito dei grassi polinsaturi.
Il consiglio che sentiamo di dirci non dovrebbe essere quello di limitare i grassi saturi, ma al limite quello di garantire l'apporto minimo di grassi polinsaturi essenziali!

Dove si trovano i grassi saturi
I grassi saturi presenti in natura sono semplici da individuare, poichè si trovano generalmente nei grassi solidi, quindi nei grassi animali (strutto, burro, parte grassa delle carni) e nei formaggi.
Ma i grassi saturi non sono contenuti solo negli alimenti di origine animale, come troppo spesso sentiamo dire.
Anche i grassi e gli oli vegetali che vengono aggiunti ai prodotti industriali contengono molti grassi saturi, poiché sono quasi sempre composti da olio di palma o di cocco, che costano poco ma contengono una grossa quantità di grassi saturi.
La pericolosità di questi grassi risiede nel fatto che la loro origine vegetale fa credere che non si tratti di grassi saturi, questo problema è aggravato dal fatto che la legge non impone specificare sull'etichetta nutrizionale l'origine di queste sostanze.
Se a questo aggiungiamo che questi olii sono ottenuti quasi esclusivamente con il processo di raffinazione, si può concludere che la qualità dei prodotti che li contengono è piuttosto bassa.
A tal proposito riporto i dati di uno studio effettuato da Salutest nel 1998 su 50 prodotti confezionati.

Per quanto riguarda i grassi "trans", essi sono facilmente individuabili poichè sono contenuti nella margarina e nei prodotti confezionati (basta leggere l'etichetta per individuarli).

Occhio all'etichetta
Leggere gli ingredienti riportati per legge sull'etichetta dei prodotti è di importanza fondamentale per difendersi dai grassi saturi e trans.
Spesso questi grassi sono nascosti all'interno di ingredienti insospettabili, in particolare sotto la dicitura "grassi vegetali" o "oli vegetali".
Leggi sempre gli ingredienti dei prodotti che mangi: se trovi la dicitura "grassi vegetali", "oli vegetali", "grassi vegatali (parzialmente) idrogenati", "oli vegetali (parzialmente) idrogenati" nelle prime posizioni, evita di introdurre quel prodotto nella tua dieta abituale.
Se proprio devi assumere uno di questi prodotti, accertati che gli oli vegetali non siano ai primi posti e comunque valuta le quantità: anche se trovi l'ingrediente incriminato ai primi posti, ma ne assumi solo pochi grammi, l'assunzione dei grassi "cattivi" è comunque limitata.
A tal proposito, leggi l'articolo sulla Nutella.

Come comportarsi
Una certa quota di grassi saturi è indispensabile per il nostro organismo. Non sono indispensabili, invece, i grassi "trans", che possono essere tranquillamente eliminati dalla dieta poichè da un lato possono essere considerati vere e proprie sostanze tossiche, dall'altro sono contenuti in prodotti di qualità talmente scarsa da renderne insensato il consumo.
Seguendo i consigli per una sana dieta equilibrata, il consumo di grassi saturi è automaticamente limitato, non occorre fare i conti. Una alimentazione ipocalorica, necessaria per mantenere il peso forma, non consente di eccedere a meno di non mangiare in modo veramente squilibrato.



 * Click sulla foto per ingrandirla


allegato, grassi_insaturi.JPG


Tabella dei grassi

 

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Fonte
http://www.ansa.it/web/notizie/rubr...

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Fonte aggiornamento
http://www.cibo360.it...








 

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