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Google translate, tu parli lui traduce, la nuova frontiera si chiama Google Conversation Mode

  Autore: LUDOVICA AMOROSO

  martedì 18 gennaio 2011 ore: 00:00:00 - letto [ 4558 ]

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Tu parli, lo smartphone traduce ecco Google Conversation Mode.

È ancora in beta, chiede almeno Android versione 2.1 e si limita per ora a tre lingue (inglese spagnolo e tedesco). Ma promette di cambiare il nostro modo di comunicare online con gli altri. Vediamo come funziona.

SI ANNUNCIA rivoluzionaria la nuova applicazione di Google per il sistema operativo Android. Il suo nome è Conversation Mode ed è stata ottimizzata di recente per consentire agli interlocutori di dialogare con persone di nazionalità diverse. Una mamma dal cielo per quanti viaggiano di continuo e anche per chi di imparare le lingue proprio non ne vuole sapere. Qualche mese fa il gigante ne aveva lanciato il demo, e ora rilascia la versione definitiva. E così gli smartphone diventano una sorta di traduttore vocale istantaneo.

Il debutto del Conversation Mode arriva in occasione del primo compleanno di Google Translate, uno dei servizi mobili di Google dedicati alla traduzione multi lingua, utilizzato ogni giorno da utenti disseminati in 150 paesi differenti. Questa nuova applicazione è facile da usare, non solo in modalità vocale ma anche scritta: è stata modificata la selezione delle coppie di lingue per le traduzioni e soprattutto resa più usabile la casella di inserimento del testo. Google ha provveduto anche a ridisegnare le icone e il layout per fornire una maggiore chiarezza d'insieme.

Funziona così: si preme un pulsante sul touchscreen del dispositivo quando si vuole parlare. Dopo aver pronunciato una frase, che sarà "catturata" dal microfono dello smartphone, l'applicazione la tradurrà nel giro di pochi secondi nella lingua scelta e la riprodurrà ad alto volume. In questo modo si può tradurre un'intera conversazione. Basta tenere aperta l'app, e il telefono diventerà la chiave per accedere a idiomi sconosciuti.

Sbaglia o no? "La modalità di conversazione è ancora in una prima fasi", ha spiegato Awaneesh Verma, Product Manager di Google: la funzionalità non è sempre corretta al 100%, come qualsiasi metodo attuale di traduzione automatica, ma Google stessa spiega come i problemi nello sviluppo di un servizio simile siano tipici della natura del linguaggio: "Cangiante, vario e pieno di deviazioni basate su infiniti dialetti, accenti, slang o semplicemente discorsi rapidi".

Così si lavora per migliorarne la precisione e il numero di lingue disponibili agli utenti. Attualmente infatti funziona per un numero limitato di idiomi (inglese, spagnolo, tedesco) ma la promessa è quella si estendere l'interprete automatico ad ognuno degli oltre 50 linguaggi contemplati dal servizio. Presto, ha annunciato Hugo Barra, Product Management Director di Google, diventerà il più grande traduttore simutaneo di tutti i tempi.

Se davvero il destino delle interfacce è quello di scomparire poco alla volta rendendo più diretta l'interazione tra l'uomo e la macchina, sembra questo uno dei percorsi da seguire: la voce per scrivere un messaggio, per pilotare la scelta di un programma tv, per scrivere una lettera, per intrattenere una discussione, per compiere una ricerca. Il futuro è servito.



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Fonte
http://www.repubblica.it/tecnologia...








 

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