Articoli: Salute

Escoazul, dallo scorpione blu di Cuba arriva un farmaco anticancro

  Autore: n/a

  mercoledì 27 ottobre 2010 ore: 00:00:00 - letto [ 36704 ]

scorpione-blu.jpg,

Cuba, almeno mille italiani a L'Avana per provare il farmaco anticancro.

Alcuni ricercatori della Labiofarm hanno scoperto che le tossine dello scorpione blu sono antitumorali.

Oltre mille italiani sono giunti nelle ultime due settimane a Cuba attirati dalla possibilità di utilizzare un medicinale basato sul veleno dello scorpione blu, che avrebbe proprietà terapeutiche contro il cancro. Lo ha riferito oggi Pavel O. Pizart Mijares, direttore generale dell'impresa statale Labiofam che lo produce, precisando che tale inedita ressa è dovuto ad un articolo in merito apparso recentemente nella stampa italiana. «Già il 4 ottobre erano arrivati almeno 350 italiani e poi sono giunti gli altri», ha precisato in una conferenza stampa. Una decina di anni fa, specialisti cubani hanno scoperto che le tossine dello scorpione blu (Rhofalaurus junceus), presente nell'isola, contengono proteine di basso peso molecolare con proprietà antitumorali.

«In tale lasso di tempo lo abbiamo usato per 10.000 pazienti, di cui 3.500 stranieri, con risultati positivi nella sua azione analgesica, antinfiammatoria e antitumorale», ha anche precisato Pizart Mijares annunciando inoltre che è imminente «la certificazione sanitaria per poter commercializzare una versione omeopatica ed un'altra orale del prodotto». Di tali due novità, la Labiofam, che finora ha distribuito gratuitamente il medicinale, si propone di produrre almeno un milione di dosi di Escoazul entro la fine di quest'anno. Lo ha reso noto oggi Josè Antonio Fraga, direttore dello statale Laboratorio Biologico e Farmaceutico (Labiofam), precisando che è imminente il passo previo, cioe' la registrazione ufficiale del farmaco denominato 'Escoazul' e che esperimenti pre-clinici sono stati realizzati da laboratori in Italia, Francia, Spagna e Venezuela.

Già anni fa, specialisti cubani hanno scoperto che le tossine dello scorpione blu (Rhofalaurus junceus) contengono proteine di basso peso molecolare con proprietà antitumorali. D'altra parte, ormai da tempo, molti stranieri approdano a Cuba per ottenere l'Escoazul che, appunto in via sperimentale, viene distribuito gratuitamente dalla Labiofam. Ora verrà messo in vendita.


Aggiornamento del 09/10/2011Vidatox, un farmaco analogo all'Escoazul sotto esame, "farmaco" o truffa?di Lorenzo Mannella
fonte galileonet.it

Un 'farmaco' che non è affatto un farmaco. È il caso del Vidatox, il sedicente antitumorale omeopatico ottenuto dal veleno dello scorpione azzurro Rhopalurus junceus. Una storia che si snoda tra Cuba, Albania, San Marino e Italia. A L'Avana, infatti, si trova la sede di Labiofam, l'azienda farmaceutica che produce il Vidatox. In Europa il preparato viene prodotto dalla Pharma-Matrix, una azienda trapiantata a Tirana dall'imprenditore Francesco Matteucci. Nei giorni scorsi un carico di oltre 200 flaconi di Vidatox diretti a San Marino è stato scoperto e bloccato dalla Guardia di Finanza di Bari.

Attualmente, se si esclude un documento di Labiofam, non esistono studi scientifici che provano l'efficacia del Vidatox. Eppure, migliaia di italiani malati di cancro in cerca disperata di una cura si sono affidati al controverso antitumorale e assicurano addirittura di averne tratto beneficio. Ha senso, dunque, che le autorità sanitarie indaghino sulla natura di questo pseudo-farmaco per capire se è efficace o no? Galileo lo ha chiesto a Silvio Garattini, direttore dell'Istituto di ricerche farmacologiche 'Mario Negri'.

Professor Garattini, il Vidatox viene spesso definito un 'farmaco'. È giusto utilizzare questo termine?

"I prodotti farmaceutici sono esclusivamente quei prodotti che vengono approvati dall'Aifa (Agenzia Italiana del Farmaco) o dall'Ema (European Medicines Agency). Il Vidatox non è mai stato sottoposto ai criteri di valutazione di queste istituzioni. Perciò, è assolutamente sbagliato definirlo un farmaco. Purtroppo, viene utilizzato e sponsorizzato come se lo fosse. Lo ribadisco, l'estratto dello scorpione azzurro non può essere considerata una medicina antitumorale. Pertanto, la sua vendita come tale è illecita".

L'oncologo Francesco Schittulli ha chiesto al ministro della Salute Fazio di verificare l'efficacia del prodotto. Verranno mai effettuati dei test per capire se il Vidatox è nocivo?

"No, perché non rientra tra i compiti delle autorità. L'obbligo di determinare la nocività o meno di un presunto farmaco spetta a chi lo vuole produrre. Non ha alcun senso testare la sicurezza di un preparato dopo che questo è già stato diffuso illegalmente. Così si sovvertono i criteri della legge: è chi ha intenzione di commercializzare un farmaco a dover presentare in anticipo una documentazione di tipo preclinico. Si tratta di un rapporto dettagliato che include i risultati delle prove di tossicità condotte utilizzando il principio attivo del prodotto. Per arrivare ai test clinici bisogna seguire ulteriori procedure, che prevedono l'invio di un dossier completo all'Aifa o all'Ema. Se il documento viene approvato, allora si può procedere alla sperimentazione".

Il Vidatox viene presentato come un preparato omeopatico. È questa una delle ragioni che lo rende poco credibile come farmaco?
"Qui entriamo nel terreno della medicina non ufficiale. Coloro che sostengono l'omeopatia dicono che i prodotti ispirati a questo principio sono fortemente osteggiati dal mondo accademico. Parlano di un pregiudizio di base, accresciuto dal fatto che Cuba è un paese non accreditato scientificamente e che l'industria farmaceutica si oppone al solo scopo di tutelare i propri guadagni. Dobbiamo ricordare a queste persone che non esistono studi che dimostrino l'efficacia del Vidatox. Come ho detto prima, non è compito della comunità scientifica fornire delle prove, bensì di chi vuole commercializzare il prodotto. Dobbiamo fare molta chiarezza su questo punto, perché corriamo il rischio di imbatterci in un altro caso Di Bella".

Eppure molti italiani credono che il Vidatox possa aiutarli a combattere i tumori. Cosa dire a questi malati?

"Comprendo la disperazione di chi è colpito da una grave malattia e teme che non ci sia più niente da fare. In queste situazioni, un paziente è spinto ad affidarsi a qualsiasi promessa di guarigione. Ma queste persone vanno messe in guardia. Il Vidatox non è la panacea che può risolvere i loro problemi. Inoltre, si tratta di un prodotto circondato da molta ambiguità. In origine veniva distribuito gratis a Cuba. Poi una ditta situata in Albania ha ottenuto una licenza di distribuzione e ha iniziato a venderlo spacciandolo come antinfiammatorio e antidolorifico. Un carico di Vidatox di contrabbando è stato addirittura sequestrato mentre era diretto verso una clinica di San Marino. Di fronte a un caso del genere, lo Stato non può fare altro che mettere in guardia le persone e convincerle a diffidare di questi ciarlatani".



 * Click sulla foto per ingrandirla


 

Link

Fonte
http://www.ilmessaggero.it/articolo...

Link

Fonte aggiornamento
http://www.galileonet.it/articles/4...








 

® Copyright 2005 - 2019 - SITO MBGraphicsFilms